Immagine creata con AI
Il 26 luglio il voto di secondo livello per il rinnovo del Consiglio
VERCELLI – Salvo clamorosi colpi di scena, le elezioni provinciali del prossimo 26 luglio sembrano avere già un vincitore. Per la presidenza della Provincia di Vercelli sarà infatti candidato il solo Davide Gilardino, mentre per il rinnovo del Consiglio provinciale è stata presentata un’unica lista: “La casa dei Comuni – Gilardino Presidente”.
Si tratta di elezioni di secondo livello, nelle quali non votano i cittadini ma esclusivamente sindaci e consiglieri comunali dei Comuni della provincia attraverso il sistema del voto ponderato.
Se l’assenza di avversari rende praticamente scontata la riconferma di Gilardino, è soprattutto la composizione della lista a far discutere.
TUTTI INSIEME, APPASIONATAMENTE
La lista unitaria riunisce, infatti, amministratori riconducibili ai principali partiti del centrodestra – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – ma anche esponenti del Partito Democratico, cancellando di fatto ogni tradizionale contrapposizione politica.
Un “tutti insieme appassionatamente” che, almeno sul piano provinciale, sembra mettere in secondo piano le appartenenze partitiche in nome della continuità amministrativa.
Un’operazione politica destinata però a far discutere, soprattutto perché porta nello stesso schieramento forze che quotidianamente, nei consigli comunali e nelle campagne elettorali, si confrontano come avversarie.
I CANDIDATI
Secondo le indiscrezioni, la lista dovrebbe essere composta da:
Fratelli d’Italia
- Daniele Pane (Trino)
- Elisabetta Galante (Vercelli)
- Alberto Daffara (Piode)
- Silvia Pezzana (Serravalle Sesia)
Forza Italia
- Pier Mauro Andorno (Borgo d’Ale)
- Andrea Conte (Vercelli)
- Eleonora Guida (Borgosesia)
Lega
- Alessandro Montella (Arborio)
Partito Democratico
- Mattia Beccaro (Santhià)
- Miriam Giubertoni (Campertogno)
Per la presidenza, invece, nessuna sfida: l’unico nome sarà quello di Davide Gilardino.
NEL PD (MA ANCHE A DESTRA) NON TUTTI AVREBBERO GRADITO
L’accordo trasversale, secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici, non sarebbe stato accolto con entusiasmo da una parte del Partito Democratico. La scelta di condividere un’unica lista con gli esponenti del centrodestra avrebbe infatti suscitato più di una perplessità tra alcuni amministratori e militanti, che avrebbero preferito una proposta alternativa o quantomeno una competizione politica più marcata. Il malumore, pur non sfociando nella presentazione di una lista concorrente, testimonia come l’operazione non sia stata condivisa da tutti all’interno del partito. Si vocifera che però anche nel centrodestra non tutti siano soddisfatti delle scelte fatte. In FdI pare aver creato qualche mugugno il nome di Galante, mentre in Forza Italia qualcuno avrebbe storto il naso sulla candidatura di Conte.
POCHE CONFERME RISPETTO AL CONSIGLIO USCENTE
Anche il futuro Consiglio provinciale dovrebbe segnare un significativo ricambio. Tra i consiglieri uscenti, infatti, dovrebbero essere confermati soltanto Pier Mauro Andorno, Alessandro Montella e Mattia Beccaro. Per tutti gli altri si profila invece un sostanziale rinnovamento.
UN VOTO SENZA COMPETIZIONE
Sul piano istituzionale nulla vieta la costruzione di liste unitarie nelle elezioni provinciali di secondo livello. Tuttavia, l’assenza di qualsiasi competizione politica e la presenza nella stessa lista di amministratori appartenenti a schieramenti tradizionalmente contrapposti, rischiano di alimentare un interrogativo destinato a far discutere: se destra e sinistra governano insieme in Provincia, quale spazio rimane per il confronto politico tra programmi e visioni alternative?
Il 26 luglio, salvo sorprese dell’ultima ora, il risultato appare già scritto. Più che un’elezione, sarà una ratifica di un accordo politico costruito a monte, con il centrodestra largamente dominante ma affiancato da una parte del Partito Democratico in un’unica lista destinata, inevitabilmente, a vincere.

