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PIEMONTE | Oltre 11.600 persone attendono la quota sanitaria per il ricovero
VERCELLI – Continua a far discutere la gestione delle liste d’attesa per l’accesso alle convenzioni sanitarie nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) del Piemonte. La Fondazione Promozione Sociale ETS punta il dito contro la Regione dopo le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, sostenendo che i dati ufficiali mostrino un peggioramento della situazione per i malati cronici non autosufficienti.
I NUMERI SMENTISCONO RIBOLDI
Secondo la Fondazione, in pochi mesi è aumentato del 35% il numero delle persone che hanno richiesto la quota sanitaria, cioè il contributo dell’Asl che copre metà della retta di ricovero in Rsa, senza ottenerla. Si tratta di oltre 11.600 cittadini piemontesi, dei quali circa 7.400 risultano classificati dalle Asl come “differibili”, senza una data certa per l’accesso alla convenzione.
Per queste persone, sottolinea l’associazione, le alternative sono limitate: sostenere interamente rette che possono superare i 3.000 euro mensili oppure rimanere al proprio domicilio, con un pesante carico assistenziale sulle famiglie.
BREDA: «SITUAZIONE ALLARMANTE»
La presidente della Fondazione Promozione Sociale ETS, Maria Grazia Breda, definisce “allarmante” la situazione e critica le dichiarazioni dell’assessore Riboldi, accusando la Regione di minimizzare il problema.
«È un dato pubblico – afferma Breda – che il Piemonte registra risultati peggiori rispetto ad altre Regioni per il numero di utenti ricoverati in convenzione. Da tempo chiediamo un incremento strutturale del budget destinato alle convenzioni Asl, anziché ricorrere a bonus straordinari che non risolvono il problema. La strada scelta dalla Giunta, invece, ha prodotto un ulteriore aumento delle liste d’attesa».
LA SITUAZIONE ECONOMICA PREVALE SU QUELLA SANITARIA
La Fondazione contesta anche l’affermazione secondo cui ogni paziente riceverebbe il percorso assistenziale più adeguato al momento del bisogno. A sostegno della propria posizione richiama alcuni casi seguiti direttamente sul territorio, tra cui una comunicazione dell’Asl TO3 dello scorso marzo che segnalava 102 casi classificati come urgenti, 69 dei quali oltre il limite dei 90 giorni previsto per la presa in carico, chiedendo alla Regione un rifinanziamento delle risorse dedicate.
Secondo la Fondazione, anche i criteri adottati per attribuire le priorità nelle graduatorie non sarebbero basati esclusivamente sulle condizioni cliniche. Viene citato, in particolare, un recente provvedimento dell’Asl Città di Torino che considera anche la situazione socio-economica del paziente, con il rischio – sostiene l’associazione – che molte famiglie debbano prima esaurire le proprie risorse economiche prima di poter accedere al sostegno del Servizio sanitario.
La Fondazione Promozione Sociale ribadisce quindi la richiesta alla Regione Piemonte di avviare un piano pluriennale di riduzione delle liste d’attesa, attraverso un aumento stabile dei finanziamenti destinati alle convenzioni per i ricoveri nelle Rsa, così da garantire ai malati cronici non autosufficienti un accesso tempestivo ai livelli essenziali di assistenza.

