L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi
REGIONE | Il servizio è stato affidato alla società pubblica AMOS dopo le criticità riscontrate
TORINO – Ritardi, ordini arretrati e disagi per numerosi cittadini e per le loro famiglie. La Regione Piemonte fa il punto sulle criticità che stanno interessando la consegna dei pannoloni e annuncia il passaggio del servizio a un nuovo modello organizzativo interamente pubblico.
A intervenire è l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che riconosce le difficoltà segnalate negli ultimi giorni e assicura un monitoraggio quotidiano della situazione fino al completo superamento dell’emergenza.
Il servizio era stato affidato a una società privata, vincitrice di una gara. A seguito delle inadempienze contrattuali riscontrate, la Regione ha però deciso di interrompere il precedente sistema e di trasferire la gestione ad AMOS, società a capitale pubblico appartenente alla sanità regionale.
«Sappiamo bene quanto questa situazione stia creando disagi a molte persone e alle loro famiglie», ha dichiarato Riboldi, sottolineando come il problema si sia già presentato in passato e richieda ora una soluzione strutturale.
La fase di transizione si concentra su due obiettivi: completare gli ordini rimasti in carico al precedente gestore e portare progressivamente a regime il nuovo sistema affidato ad AMOS.
10.000 ORDINI NON EVASI
Secondo i dati comunicati dalla Regione, restano ancora da evadere circa 10mila ordini arretrati. Lo smaltimento procede con un ritmo di circa 900 consegne al giorno.
Le richieste presentate e autorizzate fino al 29 giugno appartengono ancora al precedente sistema e vengono progressivamente completate. Quelle autorizzate dal 30 giugno sono invece già gestite attraverso il nuovo modello pubblico.
Le criticità, secondo quanto riferito dall’assessore, sarebbero riconducibili alle inadempienze contrattuali del precedente operatore, al quale è stata applicata una penale di 800mila euro.
IL NUMERO TELEFONICO AMOS
Per agevolare gli utenti, AMOS ha attivato il numero telefonico dedicato 0172 1908309, disponibile nei giorni lavorativi dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18. Il servizio consente di chiedere informazioni sullo stato delle consegne e di segnalare eventuali necessità.
Gli utenti vengono inoltre contattati telefonicamente per concordare giorno e modalità della fornitura. Qualora non rispondano alla chiamata, ricevono un messaggio con le indicazioni necessarie per ricontattare il servizio.
«Abbiamo scelto di intervenire con decisione, superando un sistema privatizzato che aveva evidenziato gravi criticità e avviando un modello completamente diverso nell’alveo del pubblico», ha spiegato Riboldi.
L’assessore ha infine riconosciuto che una transizione di queste dimensioni richiede tempo, assicurando però che la Regione continuerà a verificare quotidianamente l’andamento delle consegne e a intervenire ogni volta che si renderà necessario.
A.B.

