Il momento della consegna della lettera e delle firme dei vercellesi
CRONACA – Una rappresentante ha affidato il documento a un collaboratore della presidente del Consiglio
VERCELLI – La raccolta di firme ha raggiunto il suo obiettivo. La lettera aperta indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata consegnata a un suo collaboratore al termine dell’intervento tenuto dalla premier sul sagrato della basilica di Sant’Andrea per l’inaugurazione di Risò 2026.
A portare materialmente il documento è stata una rappresentante dei firmatari, riuscita ad avvicinare lo staff della presidente del Consiglio al termine della cerimonia. Non una consegna diretta a Meloni, dunque, ma il testo è comunque arrivato nelle mani di un componente della sua squadra.
La lettera, pubblicata integralmente da La Voce Vercellese, esprime una dura critica alle politiche del Governo in materia di riarmo, conflitto in Palestina, immigrazione, sanità, scuola, lavoro, ambiente e ritorno al nucleare.
Tra i temi affrontati figurano anche la perdita del potere d’acquisto delle famiglie, la precarietà giovanile e il futuro del territorio vercellese. I promotori chiedono investimenti per agricoltura sostenibile, gestione delle risorse idriche, università, ricerca, occupazione e servizi pubblici.
L’obiettivo era stato anticipato in un precedente articolo della testata: «Non chiediamo dichiarazioni di principio né promesse generiche. Chiediamo scelte, atti e investimenti concreti».
Il documento è stato promosso dal Comitato per il No referendario, con portavoce l’avvocato Luca Mancini, e sottoscritto da Arcigay Vercelli, Avs, Cgil Vercelli-Valsesia, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista Biella-Vercelli, Parte in Causa e Cani Sciolti-Gruppi antispecisti Vercelli.
Dopo la presenza di Meloni all’apertura di Risò, la consegna rappresenta per gli organizzatori un primo risultato concreto: le contestazioni e le richieste raccolte nel testo hanno superato le transenne e raggiunto Palazzo Chigi.
In mattinata, in piazza Cavour, i rappresentanti dei promotori avevano raccolto quasi 200 firme in nemmeno due ore.
A.B.

