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Politiche sociosanitarie | Le critiche dell’opposizione
TORINO – Più posti convenzionati nelle Rsa, servizi domiciliari rafforzati e finanziamenti duraturi. Ma anche un confronto che coinvolga tutti i soggetti interessati. Monica Canalis, consigliera regionale del PD, interviene sul progetto della Regione per rinnovare il sistema di cura degli anziani, contestando alcuni dati presentati all’evento della Nuvola Lavazza di Torino e chiedendo al presidente Alberto Cirio un impegno più incisivo con il Governo.
Per Canalis, il primo passo deve essere la revisione delle regole regionali: «Seguiamo con attenzione il tentativo della Regione Piemonte di aggiornare il modello di cura e di assistenza degli anziani, che dovrebbe iniziare, però, con l’aggiornamento delle delibere che sono ferme al 2013 e al 2014, rivedendo le fasce di gravità, gli standard ed aumentando il numero delle quote».
La consigliera solleva quindi il problema della partecipazione al confronto: «Questa operazione, però, presupporrebbe un dialogo inclusivo, mentre all’evento che si è svolto ieri alla Nuvola Lavazza di Torino non erano presenti tutti gli Enti gestori né le rappresentanze dei lavoratori».
Al centro delle contestazioni ci sono anche i posti letto e l’adeguatezza dei finanziamenti. «Inoltre, alcuni dati illustrati non ci sembrano esatti, a cominciare dal numero dei posti letto in convenzione che per le Rsa ci risultano essere soltanto 16mila su 33mila posti letto accreditati. Quanto alle risorse messe a disposizione, è vero che sono cresciute ma l’incremento non è stato in linea con l’inflazione, con il caro energia e con gli aumenti contrattuali dei lavoratori».
Canalis distingue poi l’ampliamento stabile dei servizi dagli interventi temporanei: «Ci auguriamo che la promessa di aumentare i posti letto convenzionati e i servizi a domicilio venga mantenuta, ma deve essere chiaro che ciò non può essere realizzato attraverso lo strumento di bonus temporanei, per pochi e che non configurano un vero diritto».
La richiesta conclusiva riguarda le coperture economiche e il rapporto con l’esecutivo nazionale: «Servono misure stabili, strutturali, esigibili e universalistiche, quindi finanziate attraverso l’aumento del fondo sanitario e non una tantum ricorrendo ai fondi europei. Dal Presidente Cirio ci attendiamo una interlocuzione più serrata e più incisiva con il Governo Meloni al fine di ottenere quelle risorse sanitarie imprescindibili per varare un “nuovo modello Piemonte” vero e non solo ad uso di passerelle convegnistiche».
A.B.

