Un momento del progetto
SCUOLA | Le attività si sono svolte nei laboratori del DISSTE
VERCELLI – Trasformare l’olio utilizzato per friggere in carburante pulito, recuperare il colorante indaco da un vecchio paio di jeans e progettare materiali biodegradabili partendo dai gusci delle nocciole. Sono alcune delle esperienze affrontate dagli studenti che hanno partecipato al Green Chemistry Summer Lab, il percorso estivo di formazione scuola-lavoro ospitato nei laboratori di ricerca del DISSTE.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’istituto ITI “G.C. Faccio” di Vercelli con l’obiettivo di mostrare ai giovani come la chimica possa uscire dai manuali scolastici e diventare uno strumento concreto per affrontare le sfide ambientali.
UNA SETTIMANA NEI PANNI DEI RICERCATORI
Il programma non si è basato sulle tradizionali lezioni frontali. I partecipanti sono stati coinvolti direttamente nelle attività scientifiche, lavorando accanto al gruppo di chimici universitari del Dipartimento per la Sostenibilità e la Transizione Ecologica.
Gli studenti hanno seguito tutte le fasi caratteristiche di un vero progetto di ricerca: la definizione dell’esperimento, lo svolgimento delle prove, la raccolta e l’analisi dei dati, fino all’elaborazione dei risultati.
La settimana si è conclusa con la presentazione pubblica dei lavori davanti a una commissione di docenti. Un momento che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi anche con la necessità di spiegare in modo chiaro i procedimenti adottati e le conclusioni raggiunte.
DAGLI SCARTI ALIMENTARI AI BIOCARBURANTI
Le attività hanno riguardato alcuni dei principali temi collegati alla transizione ecologica. Gli studenti hanno sperimentato la meccanochimica, una tecnica che utilizza l’energia meccanica per realizzare sintesi chimiche limitando o evitando l’impiego di solventi potenzialmente nocivi.
Una parte del lavoro è stata dedicata al recupero degli scarti agroalimentari del territorio. Dai gusci e dal perisperma delle nocciole sono stati estratti ingredienti utilizzabili nel settore cosmetico e lignina destinata alla produzione di bioplastiche.
Il laboratorio ha inoltre affrontato il tema del riutilizzo dell’olio di frittura per la produzione di biocarburanti e quello del recupero del colorante indaco dai tessuti, con l’obiettivo di favorire il riciclo e ridurre gli sprechi nell’industria tessile.
Tra gli esperimenti anche l’impiego di polimeri naturali per catturare e rimuovere dall’acqua alcune sostanze inquinanti. Un’applicazione concreta dei principi della chimica verde alla tutela delle risorse idriche.
LA SOSTENIBILITÁ DIVENTA UN GIOCO
Nel corso dell’esperienza non sono mancati momenti più ludici. Per approfondire i dodici principi della chimica verde, i ragazzi hanno partecipato a una Escape Room scientifica, risolvendo enigmi attraverso formule, ragionamenti e intuizioni.
L’attività ha successivamente dato origine a un confronto collettivo durante il quale gli studenti hanno iniziato a progettare un nuovo gioco didattico dedicato alla sostenibilità ambientale.
Il Green Chemistry Summer Lab ha così rappresentato un’occasione di incontro tra scuola e università, consentendo ai partecipanti di conoscere da vicino il lavoro dei ricercatori e le possibili applicazioni della chimica nella vita quotidiana e nei processi produttivi.
UN PERCORSO DI STUDI DEDICATO ALLA TRANSAZIONE ECOLOGICA
Il metodo pratico e laboratoriale sperimentato durante il progetto caratterizza anche il corso di laurea triennale in Chimica Verde dell’Università del Piemonte Orientale, attivo a Vercelli presso il DISSTE, nel complesso San Giuseppe.
Il percorso accademico è dedicato alla formazione di professionisti capaci di operare nei settori della transizione ecologica, dell’economia circolare e dello sviluppo di processi e materiali a ridotto impatto ambientale.
Un’opportunità che permette di trasformare l’interesse per la scienza e la tutela dell’ambiente in competenze professionali sempre più richieste dal mondo produttivo.
Paola Savi

