Appuntamento a teatro con la storia del Canale Cavour
TERRITORIO – Questa sera, alle 21, al Teatro Faraggiana di Novara
NOVARA – Il paesaggio delle risaie, la fatica di migliaia di lavoratori e una delle più importanti opere infrastrutturali dell’Italia appena unificata diventano materia teatrale. Giovedì 17 settembre, alle 21, il Teatro Faraggiana di Novara ospita lo spettacolo “Canale Cavour – Tutto e solo di braccia e di badile”, interpretato da Lucilla Giagnoni.
L’appuntamento è realizzato grazie al contributo di Fondazione Piemonte dal Vivo e Regione Piemonte, nell’ambito della rassegna “Città in Scena”. Sul palcoscenico sarà raccontato un volto meno conosciuto di Camillo Benso conte di Cavour: quello dell’imprenditore agricolo attento alle necessità della risicoltura e impegnato nel governo della risorsa idrica.
Al centro della narrazione anche il rapporto, segnato da contrasti e incomprensioni, con Francesco Rossi, fattore della storica tenuta di Leri e primo ideatore del canale. Una pagina cruciale del Risorgimento e dei primi anni dell’Italia unita, capace di mettere in luce la lungimiranza politica ed economica del conte piemontese.
«Quattordicimila uomini e poco più di mille giorni per scavare un’opera destinata a cambiare il Piemonte. Dietro il Canale Cavour ci sono fatica, ingegno, visione e una straordinaria storia umana che oggi il teatro ci permette di riscoprire. Portarla sul palcoscenico del Faraggiana, attraverso la voce e il talento di Lucilla Giagnoni, significa raccontare una parte della nostra identità e di quel paesaggio di acqua e risaie che appartiene profondamente al Novarese e al Piemonte. Come Regione sosteniamo, attraverso Piemonte dal Vivo, una cultura che parte dai territori, custodisce la loro memoria e sa trasformarla in un racconto contemporaneo. Perché questa è anche la forza della cultura: prendere una storia di oltre centocinquant’anni fa e farla tornare a parlare al presente e alle nuove generazioni.» Dichiara l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli
L’acqua, Cavour e la nascita del canale
Nella prima metà dell’Ottocento la gestione dell’acqua nel Vercellese era condizionata da interessi economici e speculazioni che penalizzavano il settore agricolo. Dalla tenuta di Leri, Cavour comprese che una risorsa tanto importante non poteva essere affidata esclusivamente alle leggi del mercato, ma doveva essere amministrata nell’interesse della collettività e delle coltivazioni.
Pur provenendo da una cultura liberale e liberista, il conte scelse quindi una soluzione di carattere cooperativo. Promosse l’acquisizione demaniale dei principali canali e ne affidò la gestione agli agricoltori riuniti in consorzio. Proprio a Vercelli, dove aveva mosso i primi passi della sua carriera politica, nel 1853 fondò l’Associazione d’Irrigazione dell’Agro all’Ovest del Sesia.
Il Canale Cavour venne inaugurato nel 1866, dopo appena tre anni di lavori. Cavour, morto nel 1861, non poté assistere al completamento dell’opera nata dalla sua volontà politica, dall’intuizione maturata nel 1842 da Francesco Rossi e dal progetto elaborato successivamente dall’ingegnere Carlo Noè.
Per realizzarlo furono impiegati circa 14mila uomini. In poco più di mille giorni tracciarono nel cuore della pianura piemontese un’infrastruttura destinata a trasformare il territorio, l’agricoltura e il sistema irriguo del Piemonte.
Lo spettacolo nato per i 150 anni dell’Unità d’Italia
La produzione teatrale risale al 2011, quando Ovest Sesia, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, decise di trasformare questa vicenda storica in una cronaca drammaturgica. Il punto di partenza fu il pamphlet di Antonio Rossi, figlio di Francesco, scritto per rivendicare il ruolo avuto dal padre nell’ideazione dell’opera.
Ne nasce un racconto di uomini e di acque, ma anche una testimonianza della durissima condizione dei lavoratori negli anni delle Guerre d’Indipendenza. Lucilla Giagnoni, già interprete di numerose storie legate alla risaia e al territorio piemontese, è l’unica attrice in scena in una vicenda costruita attorno al lavoro di migliaia di uomini.
Il testo e la regia sono di Francesco Brugnetta. Lo spettacolo è accompagnato dalle immagini di Manuele Cecconello e dalle musiche eseguite dal vivo da Noego, con Christopher Ghidoni al dj set e alla chitarra e Cecco Aroni Vigone al sax. Le testimonianze audio raccolte da Matteo Bellizzi danno invece voce agli acquaioli e ai tecnici che ancora oggi lavorano lungo i canali.
“Canale Cavour – Tutto e solo di braccia e di badile” è una produzione AIOS-Ovest Sesia, realizzata in collaborazione con AIES-Est Sesia, Piemonte dal Vivo e Regione Piemonte.
Come partecipare
Lo spettacolo inizierà alle 21 di giovedì 17 settembre al Teatro Faraggiana di Novara. L’ingresso è gratuito, con biglietto segnaposto.
I tagliandi possono essere ritirati presso il teatro oppure prenotati scrivendo all’indirizzo segreteria@teatrofaraggiana.it o telefonando al numero 0321 1581721. In caso di prenotazione, il biglietto dovrà essere ritirato al botteghino entro la sera dello spettacolo.
A.B.

