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POLITICA – La capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle critica il fondo Vita Nascente
TORINO – Duro attacco della capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato, nei confronti del vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone. Al centro dello scontro politico ci sono il fondo Vita Nascente e la riapertura della “Stanza dell’ascolto” all’ospedale Sant’Anna di Torino.
Secondo Disabato, le iniziative promosse dall’esponente di Fratelli d’Italia rappresenterebbero un’ingerenza ideologica nell’autodeterminazione delle donne e non offrirebbero risposte strutturali al problema della denatalità.
LE DICHIARAZIONI DELLA CAPOGRUPPO DEL M5S
Di seguito la dichiarazione integrale della capogruppo regionale del M5S Piemonte:
«A Destra ormai le provano tutte pur di non farsi rubare lo scettro dell’oscurantismo da Vannacci. Una gara a chi riesce a fare più passi indietro, mentre il Piemonte avrebbe bisogno di correre in tutt’altra direzione.
L’ultima trovata è del vice presidente Marrone, che in una singola giornata è riuscito a dare addirittura due stoccate all’autodeterminazione delle donne. Partiamo da Vita Nascente, con l’assessore di Fratelli d’Italia che nel suo sproloquio autocelebrativo rivendica la nascita in Piemonte, dall’avvio del fondo tre anni fa, di 1226 bambini. Non dice, però, quali sarebbero stati gli effetti sulla natalità se i milioni di euro sborsati per finanziare la propaganda anti-abortista fossero stati spesi per interventi strutturali come asili nido gratuiti, consultori rafforzati, congedi paritari, politiche per il lavoro femminile.
Perché una cosa è certa: fare propaganda sulla natalità è facile, costruire le condizioni perché una donna possa scegliere liberamente di diventare madre, senza ingerenze ideologiche, è decisamente più impegnativo.
C’è poi il tema della riapertura della “Stanza dell’ascolto” al Sant’Anna, seconda tappa della crociata ideologica di Marrone, con il riaffidamento – dopo lo stop del Tar di qualche mese fa – alla medesima associazione pro vita. Ricordiamo a Marrone che la sanità pubblica è dotata di numerose strutture sanitarie e di consultori capaci di prendere in carico le donne con professionalità e senza ingerenze ideologiche, con percorsi capaci di garantire loro una scelta libera e consapevole. La “Stanza anti-aborto”, perché di quello si tratta, è solo l’ennesima aberrazione da cancellare.
La verità è che ogni anno tocchiamo un nuovo record di denatalità, a dimostrazione del fatto che, oltre all’inutile e dannosa propaganda di FdI contro la legge 194 e il diritto all’aborto, non sono state messe in campo politiche di sostegno reale alla famiglia. Di questo passo, per rincorrere Futuro Nazionale, chissà di cosa saranno capaci».
A.B.

