Immagine creata con AI
ATTUALITÁ | Parte in Causa: «Servono risposte chiare»
VERCELLI – Una segnalazione formale all’Asl di Vercelli e ai Carabinieri Forestali per chiedere accertamenti sulle condizioni degli animali esposti durante “La Fattoria in Città“, manifestazione svoltasi a Vercelli dal 28 maggio al 2 giugno. A presentarla è stata la LAV, che ha sollecitato chiarimenti anche sulla sorte di un coniglio bianco improvvisamente scomparso dall’area espositiva.
L’iniziativa è sostenuta dal progetto Parte in Causa – Antispecismo radicale, che ha visionato il documento, e si inserisce nelle proteste già promosse contro la presenza degli animali nell’evento, alle quali ha partecipato anche il gruppo vercellese antispecista Cani Sciolti.
Secondo le associazioni, decine di esemplari appartenenti a diverse specie sarebbero rimasti per giorni in recinti e gabbie temporanee nel centro cittadino, esposti a temperature elevate, rumori e alla presenza continua dei visitatori. A sostegno della segnalazione sarebbe stato raccolto un ampio materiale fotografico.
IL CASO DEL CONIGLIO BIANCO
Particolare attenzione viene riservata a un coniglio bianco osservato il 29 maggio e apparso, secondo LAV, in condizioni tali da destare preoccupazione. Una volontaria avrebbe chiesto spiegazioni agli organizzatori, ricevendo rassicurazioni sul suo stato di salute. Il giorno seguente, però, la gabbia sarebbe risultata vuota e dell’animale non sarebbero più state fornite notizie.
LAV chiede quindi di accertare che cosa sia accaduto, quale fosse il suo stato di salute e dove sia stato eventualmente trasferito. «Il coniglio scomparso è il simbolo di una realtà inaccettabile», afferma Parte in Causa, chiedendo risposte ufficiali e precise.
LE CRITICITÁ SEGNALATE
Nel documento vengono indicate anche altre situazioni ritenute problematiche: recinti sovraffollati, gabbie di dimensioni insufficienti, scarsa disponibilità di zone d’ombra, acqua non sempre in condizioni idonee e rapaci legati ai trespoli con possibilità di movimento estremamente limitate.
Secondo LAV, a queste condizioni si sarebbe aggiunto lo stress provocato dal caldo, dai rumori e dall’interazione continua con adulti e bambini.
L’associazione richiama la normativa nazionale a tutela degli animali e chiede che, qualora emergessero fatti di rilevanza penale, vengano individuate le eventuali responsabilità e trasmessi gli atti all’autorità giudiziaria.
“MANIFESTAZIONE INCOMPATIBILE CON LA TUTELA DEGLI ANIMALI”
LAV e Parte in Causa contestano anche il modello della manifestazione. A loro giudizio, trasferire gli animali in un contesto urbano e trattenerli per giorni in strutture provvisorie non sarebbe conciliabile con il rispetto delle loro esigenze.
Da qui la richiesta alle istituzioni di riconoscere quella che le associazioni definiscono un’«insanabile incompatibilità» tra una fiera espositiva con animali e il loro benessere.
La posizione è stata diffusa da Silvia Molè, portavoce di Parte in Causa – Antispecismo radicale.
A.B.

