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POLITICA | Locarni accoglie con favore la sentenza
VERCELLI – Una decisione che riconosce il valore sociale di chi si occupa quotidianamente delle colonie feline e contribuisce alla prevenzione del randagismo. È il giudizio espresso da Gian Carlo Locarni, coordinatore regionale del Piemonte di Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo, sulla sentenza della Corte di Cassazione numero 27109 del 17 luglio 2026.
Secondo quanto evidenziato da Locarni, la Suprema Corte ha stabilito che chi nutre e cura i gatti liberi appartenenti a una colonia non assume automaticamente una responsabilità penale per le deiezioni o per gli altri comportamenti degli animali.
«Questa decisione non rappresenta soltanto una tutela delle cosiddette gattare – afferma il coordinatore regionale – ma costituisce soprattutto un chiaro riconoscimento del valore sociale e ambientale di chi si impegna per il benessere degli animali randagi».
Fare Ambiente sottolinea come l’assistenza alle colonie feline, attraverso la sterilizzazione, le cure veterinarie e un’alimentazione responsabile, non debba essere criminalizzata. Si tratterebbe, al contrario, di un’attività utile per limitare il randagismo e migliorare la convivenza tra animali e cittadini.

La Cassazione, osserva ancora Locarni, avrebbe ribadito che i gatti appartenenti alle colonie vivono in libertà e che chi offre loro assistenza non diventa automaticamente il custode giuridico degli animali.
Per il movimento ecologista, la strada da seguire deve quindi essere quella della prevenzione, della cura e di una gestione consapevole delle colonie, evitando di colpire chi dedica volontariamente tempo e risorse alla protezione degli animali.
«La sentenza rappresenta un importante segnale di civiltà giuridica – conclude Locarni – e un incentivo a proseguire con maggiore serenità l’opera di tutela degli animali sul territorio piemontese e nazionale».
A.B.

