Monica Canalis (PD)
PIEMONTE | Dopo l’assestamento al Bilancio regionale
TORINO – «La Giunta Cirio ha respinto il mio ordine del giorno per aggiornare le tariffe degli hospice e garantire maggiori risorse alle cure palliative». È l’accusa lanciata dalla consigliera regionale del Partito democratico Monica Canalis, dopo l’approvazione in Consiglio regionale dell’assestamento al Bilancio.
L’atto presentato dalla consigliera chiedeva alla Regione Piemonte di adeguare tariffe che, secondo quanto riferito, sono ferme da 25 anni. L’obiettivo era anche quello di assicurare una precisa destinazione della spesa sanitaria regionale alle cure palliative, attraverso indicazioni vincolanti alle Aziende sanitarie locali.
«La carenza di cure palliative rappresenta una grave violazione dei Livelli essenziali di assistenza e dei diritti dei malati, non soltanto di quelli terminali», sostiene Canalis. La consigliera accusa inoltre la Regione di scaricare parte delle proprie responsabilità sugli enti del Terzo settore, citando realtà come Faro e Cottolengo.
«RISORSE INSUFFICIENTI RISPETTO AI BISOGNI»
Canalis richiama anche i dati relativi alla spesa sostenuta dal Piemonte. Nel 2018, tra assistenza ambulatoriale, domiciliare e hospice, sarebbero stati impiegati 19 milioni e 601mila euro, saliti nel 2023 a 22 milioni e 422mila euro. Nel biennio successivo la spesa complessiva indicata è pari a 45 milioni e 757mila euro, sostanzialmente in linea con quella del 2023.
Cifre giudicate troppo basse dalla consigliera, soprattutto alla luce dell’aumento della popolazione anziana, del contributo economico garantito dal Terzo settore e del fatto che le cure palliative non riguardano esclusivamente le persone giunte alla fase terminale della malattia.
Attualmente, secondo i dati riportati da Canalis, negli hospice piemontesi sono disponibili 257 posti letto. Per ogni paziente ricoverato le strutture spenderebbero mediamente 370 euro al giorno, mentre il rimborso regionale sarebbe fermo a 258 euro.
Le linee guida ministeriali prevederebbero invece una tariffa di 299 euro giornalieri. La consigliera richiama anche il confronto con altre Regioni: la Lombardia riconoscerebbe 300 euro al giorno, mentre la Valle d’Aosta arriverebbe a 400.
L’ALLARME SULL’ASSISTENZA DOMICILIARE
Criticità vengono segnalate anche nell’assistenza domiciliare e ambulatoriale, considerate ancora insufficienti rispetto alle necessità dei pazienti e delle loro famiglie.
In passato, spiega Canalis, per l’assistenza a domicilio venivano riconosciuti 30 euro al giorno per paziente. Oggi sarebbe invece prevista una somma forfettaria, ritenuta inadeguata dagli stessi enti del Terzo settore.
«Senza una revisione dei contributi, a lungo andare l’assistenza potrebbe subire ripercussioni negative», avverte la consigliera regionale.
Per Canalis, la discussione sull’assestamento al Bilancio avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per rafforzare le cure domiciliari e ambulatoriali, gli hospice e la rete regionale della terapia del dolore.
«Quando si esce dai buoni propositi e si passa ai fatti, quindi alle risorse economiche, questo centrodestra mostra il suo vero volto», conclude la rappresentante del Pd.
A.B.

