Gian Carlo Locarni
POLITICA | Il coordinatore regionale di Fare Ambiente interviene sulla crisi idrica
VERCELLI – La siccità che interessa l’Italia e in particolare il Nord-Ovest riaccende il confronto sulla realizzazione di invasi e dighe. A intervenire è Gian Carlo Locarni, coordinatore regionale Piemonte di Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo, che punta il dito contro quella che definisce una lunga stagione di opposizioni ideologiche alle infrastrutture idriche.
La posizione del movimento è netta. Locarni sostiene che la situazione attuale non possa più essere considerata soltanto un’emergenza temporanea e attribuisce una parte delle difficoltà di oggi alle scelte compiute negli anni passati.
Nel documento si legge: «La siccità che sta colpendo l’Italia, e in particolare il Nord-Ovest, non è più un’emergenza temporanea: è la dimostrazione lampante di quanto costi, in termini ambientali, economici e sociali, l’opposizione ideologica e pregiudiziale a ogni infrastruttura idrica.»
Fare Ambiente evidenzia in particolare le conseguenze della mancata realizzazione di sufficienti opere destinate all’accumulo dell’acqua.
«Anni di dinieghi ad oltranza alla realizzazione di invasi e dighe, portati avanti in nome di un ambientalismo del “no a tutto”, hanno lasciato il territorio senza le necessarie riserve d’acqua. Oggi quel conto è arrivato: agricoltura in ginocchio, imprese in difficoltà, ecosistemi sotto stress e comunità costrette a subire razionamenti e danni che si sarebbero potuti mitigare con scelte pragmatiche e lungimiranti.»
Il movimento rivendica quindi un modello di tutela ambientale che, secondo Locarni, non debba tradursi in un’opposizione preventiva alle opere, ma partire dalla valutazione dei dati e delle condizioni dei territori.
«Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo ribadisce con forza la propria posizione, sempre coerente e basata sulle evidenze scientifiche: l’ambientalismo serio non è quello che dice no a prescindere, ma quello che valuta i dati, i bilanci idrici, le proiezioni climatiche e le esigenze concrete del territorio. Solo un approccio pragmatico, fondato sulla scienza e non sull’ideologia, può tutelare davvero l’ambiente e le persone.»
Da qui il giudizio positivo sugli investimenti destinati alle infrastrutture idriche piemontesi.
«Per questo Fare Ambiente plaude all’investimento milionario destinato alla costruzione di dighe sul territorio piemontese. Si tratta di un’operazione concreta, necessaria e lungimirante, che va nella direzione opposta rispetto ai fallimenti dell’ambientalismo ideologico. Realizzare infrastrutture idriche moderne e sostenibili significa mettere in sicurezza le risorse d’acqua, sostenere l’agricoltura, proteggere gli ecosistemi e preparare il territorio agli effetti del cambiamento climatico.»
Il messaggio conclusivo di Locarni è altrettanto diretto: «Non è più tempo di slogans. È tempo di fatti.»
E Fare Ambiente ribadisce la linea che intende seguire anche in futuro: «Fare Ambiente continuerà a sostenere ogni iniziativa basata su evidenze scientifiche e orientata a un equilibrio reale tra tutela ambientale e sviluppo del territorio.»
A.B.

