Un gruppo di militanti di Futuro Nazionale Vercelli con l'onorevole Pozzolo
POLITICA | Il movimento sollecita Regione Piemonte e Governo a sbloccare progetti e risorse
VERCELLI – La campagna risicola 2026 entra in una fase particolarmente delicata. Dopo un lungo periodo caratterizzato dalla scarsità d’acqua e dalle temperature elevate, sulle coltivazioni del Vercellese, del Novarese e della Lomellina incombe ora l’incognita del maltempo.
Le condizioni delle prossime settimane potranno incidere in maniera determinante sulla quantità e sulla qualità del raccolto. A richiamare l’attenzione sulla situazione è Futuro Nazionale, attraverso un documento sottoscritto da Michelino Altamura, Giancarlo Locarni, Mario Musso e Lucia Pizzimenti.
«La stagione del riso 2026, che sta attraversando le risaie del Vercellese, del Novarese e della Lomellina, conferma una realtà che non possiamo più ignorare: l’approvvigionamento idrico quotidiano non è più scontato. Dalla siccità prolungata e dalle temperature elevate che hanno messo in crisi le coltivazioni, si passa ora a una fase di maltempo. Le prossime settimane saranno decisive per il raccolto e per la tenuta di un settore strategico del Made in Italy».
Il movimento invoca un cambio di passo nelle politiche legate alla gestione dell’acqua, rivolgendosi direttamente alle istituzioni regionali e nazionali.
«Come Futuro Nazionale e come sostenitori di un ambientalismo pragmatico e ragionevole – basato sui fatti, sulla scienza e sulla tutela concreta del territorio e delle comunità, non su ideologie o divieti astratti – chiediamo con forza alla Regione Piemonte e al Governo nazionale di intervenire con decisioni concrete».
Secondo i firmatari, le difficoltà emerse dopo la grave siccità del 2022 non sarebbero state seguite da un numero sufficiente di opere. Invasi, bacini collinari, vasche di accumulo e interventi sulle reti irrigue sarebbero rimasti frenati da ostacoli amministrativi, costi progettuali, opposizioni territoriali e mancanza di priorità politica.
«Non basta più gestire l’emergenza. Dopo la siccità del 2022 si è parlato a lungo di invasi, laghetti collinari, vasche di accumulo, modernizzazione dei canali irrigui e sistemi di distribuzione più efficienti. Di tutto ciò, troppo poco è stato realizzato. Burocrazia, costi di progettazione, opposizioni locali e mancanza di priorità politiche hanno lasciato il Paese esposto agli estremi climatici che si alternano con sempre maggiore frequenza: troppa poca acqua o troppa acqua tutta insieme».
Futuro Nazionale sostiene la necessità di superare la contrapposizione tra tutela ambientale e realizzazione delle opere necessarie alla conservazione e alla distribuzione della risorsa idrica.
«L’acqua è una risorsa vitale per l’agricoltura, per le famiglie, per le imprese e per l’equilibrio ambientale. Un ambientalismo serio non può rifiutare le infrastrutture moderne: le deve promuovere, progettare bene e realizzare. Dighe e invasi di nuova generazione, reti irrigue efficienti, sistemi di raccolta e riutilizzo, monitoraggio avanzato e manutenzione ordinaria non sono “cementificazione”, ma strumenti di resilienza e di tutela del territorio».
Alla Regione Piemonte viene chiesto di predisporre un programma straordinario rivolto in particolare ai territori risicoli, accelerando gli interventi considerati prioritari, sbloccando le opere ferme e riducendo i passaggi burocratici. Al Governo viene invece sollecitato uno stanziamento stabile di risorse, insieme a un maggiore coordinamento dei Distretti idrografici.
«Il riso italiano è un patrimonio culturale, economico e ambientale. Proteggerlo significa proteggere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle nostre produzioni e la capacità del Paese di gestire in modo intelligente le risorse naturali».
L’attenzione resta ora concentrata sull’evoluzione meteorologica e sulle conseguenze che potrà avere sulle coltivazioni. Per Futuro Nazionale, tuttavia, l’obiettivo deve andare oltre la gestione della stagione in corso e tradursi in una programmazione capace di affrontare le future emergenze.
«Le prossime settimane saranno decisive per questa stagione. Le scelte che faremo nei prossimi mesi lo saranno per le stagioni a venire».
Il documento si conclude ribadendo la linea sostenuta dal movimento: «Futuro Nazionale continuerà a sostenere con chiarezza una visione pragmatica: ambiente, agricoltura e infrastrutture devono camminare insieme, al servizio delle persone e del territorio».
A.B.

