Daniele Bonera durante la conferenza stampa post partita
CALCIO | Le parole dell’allenatore al termine della sfida del Piola
VERCELLI – La delusione per il gol subito al 94’, ma anche la consapevolezza di avere ancora ampi margini di crescita. Daniele Bonera analizza il pareggio per 1-1 tra Pro Vercelli e Desenzano, maturato al termine di una partita che le Bianche Casacche avevano sbloccato nella ripresa con Sow prima di essere raggiunte in pieno recupero dal colpo di testa di Ubaldi.
Il tecnico parte dall’andamento della gara e dai primi minuti giocati dalla sua squadra.
«Credo che nei primi 15 minuti siamo partiti bene. Poi abbiamo avuto un po’ fretta in certe situazioni e per 15-20 minuti loro hanno preso un po’ il pallino del gioco. Siamo ricresciuti e dalla fine del primo tempo in poi secondo me la squadra ha fatto una buona gara».
A pesare è soprattutto il modo in cui è sfumata la prima vittoria stagionale.
«Peccato, ci rimane ovviamente l’amaro in bocca per il minuto in cui abbiamo subito il gol e per non aver capitalizzato un paio di occasioni veramente clamorose».
Nell’analisi dell’allenatore trova spazio anche il valore del Desenzano, formazione che ha saputo rimanere dentro la partita e colpire nell’ultimo assalto.
«Secondo me è una squadra che ha valore, il Desenzano. E all’interno c’erano alcuni giocatori mestieranti. Il calcio è fatto anche di quello, quindi diciamo che hanno gestito meglio i momenti della partita rispetto a noi».
La rete incassata nel recupero rende inevitabile il rammarico, amplificato dalla grande opportunità costruita dalla Pro Vercelli pochi minuti dopo il vantaggio di Sow e respinta sulla linea di porta.
«Essere in vantaggio e prenderlo alla fine, insomma, ti rimane l’amaro in bocca. Abbiamo avuto un’occasione clamorosa che penso nove volte su dieci entra ed è stata respinta sulla linea. Pensavo di mano, invece no».
Bonera sottolinea quindi la necessità di accelerare il percorso di crescita di un gruppo giovane, nel quale dovranno essere progressivamente inseriti anche gli elementi dotati di maggiore esperienza.
«Dobbiamo inserire dei giocatori come può essere lo stesso Moretti, che comunque ha già un po’ di campionati sulle spalle, e dobbiamo far crescere tutti quanti gli altri. Quindi penso che sia un processo, su quello non c’è dubbio».
La giovane età della squadra, tuttavia, non deve diventare un alibi quando la partita sembra ormai indirizzata.
«Non sono scuse, perché oggi sicuramente è una partita dove a due, tre minuti dalla fine vincevi, quindi devi vincerla. Sia che hai in campo i trentenni che i ventenni, perché questo ti aiuterà poi nella crescita, rendendola un po’ più veloce. Però ci rimbocchiamo le maniche e da martedì iniziamo a preparare la seconda di campionato».
Il tecnico difende anche Ilario Iotti, protagonista in negativo dell’azione dalla quale è nato il pareggio del Desenzano.
«Penso che Ilario sia uno di quei giocatori fondamentali, nel senso che comunque ha tutta quella esperienza che ci serve. E poi nell’episodio specifico è stato in un certo senso sfortunato, ha fatto una scelta sbagliata. Io non accuserò mai un giocatore, figuriamoci se lo faccio con uno dei miei, soprattutto con Ilario. Quindi da questo punto di vista non sono preoccupato dall’errore in sé. Voglio soltanto che migliorino tutti quanti i giocatori della rosa e lo facciano velocemente».
Parole anche per Piran, chiamato a confrontarsi sulla fascia con un avversario insidioso come Millico.
«Aveva anche un avversario difficile, perché Millico penso che sia un giocatore importante per la categoria. Bisogna poi affrontarlo uno contro uno e alla lunga diventa più faticoso. Quindi da questo punto di vista lavoreremo».
Il cammino della nuova Pro Vercelli, ricorda infine Bonera, è cominciato soltanto all’inizio di luglio. Il passaggio del turno in Coppa Italia ha dato entusiasmo, ma la prima giornata di campionato ha anche evidenziato gli aspetti sui quali intervenire.
«È un percorso che parte dal 6 luglio. Poi il passaggio del turno in Coppa Italia ci ha dato quella giusta euforia. Però credo che ci sia tanto da lavorare, come si è visto oggi».
A.B.

