L'immagine che appare sulla locandina
CRONACA – Vercelli Antifascista e Vercelli per la Palestina invitano i cittadini a manifestare il dissenso
VERCELLI – Un lenzuolo bianco appeso al balcone o alla finestra, eventualmente accompagnato da un messaggio rivolto alla presidente del Consiglio. È la nuova forma di protesta lanciata in vista dell’arrivo di Giorgia Meloni a Vercelli, previsto venerdì 11 settembre in occasione della seconda edizione di Risò.
L’iniziativa, rilanciata attraverso una locandina da Vercelli Antifascista e Antirazzista e Vercelli per la Palestina, invita chi non condivide le politiche dell’Esecutivo a rendere visibile il proprio dissenso dalla sera di giovedì 10 settembre e per tutta la giornata di venerdì 11.
Lo slogan scelto dai promotori è diretto: “Esci il lenzuolo, esci il dissenso”.
LA PROTESTA DALLE FINESTRE
“Appendiamo un lenzuolo bianco fuori casa, mostra il tuo dissenso. Se non concordi con le politiche del Governo Meloni, aderisci alla protesta”, si legge nella locandina diffusa sui social.

I promotori invitano i partecipanti ad aggiungere, se lo desiderano, una frase indirizzata alla presidente del Consiglio, trasformando balconi e finestre in spazi pubblici di contestazione politica.
La mobilitazione si aggiunge alle altre iniziative annunciate in occasione della visita istituzionale. Nei giorni scorsi una delegazione di cittadini e del comitato per il No al referendum costituzionale ha comunicato l’intenzione di consegnare alla premier una lettera aperta. Il documento, raccontato nell’articolo “Meloni a Vercelli, i cittadini presentano il conto: «Basta promesse»”, chiede risposte su lavoro, sanità, scuola, ambiente e futuro del territorio.
LE ACCUSE RIVOLTE AL GOVERNO
Nel testo che accompagna l’appello, i promotori contrappongono la durata dell’Esecutivo Meloni a una serie di dati economici e sociali considerati negativi.
Vengono richiamati la perdita del valore reale degli stipendi, il rallentamento della crescita, la riduzione del potere d’acquisto, l’aumento della povertà assoluta e la crescita della pressione fiscale.
L’elenco comprende anche i rincari energetici, il calo delle nascite, la percentuale di giovani laureati inferiore alla media europea e la posizione dell’Italia nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa. Le cifre e le valutazioni vengono presentate dai promotori come un bilancio critico dell’attività governativa.
Nel documento si sostiene inoltre che, in 1.413 giorni, l’Esecutivo avrebbe fatto ricorso in modo eccessivo ai decreti legge, introdotto nuovi reati e inasprito le pene per alcune forme di protesta, senza affrontare adeguatamente sanità pubblica, scuola e transizione ecologica.
PALESTINA E LIBERTÁ DI DISSENSO
Un altro punto centrale riguarda la posizione italiana sulla situazione palestinese e il disegno di legge contro l’antisemitismo. Secondo i promotori, il provvedimento rischierebbe di limitare la possibilità di criticare le politiche dello Stato di Israele.
Il tema è già stato al centro della mobilitazione sostenuta da Insieme per Gaza Vercelli, approfondita nell’articolo “Libertà di parola, Insieme per Gaza Vercelli aderisce alla mobilitazione”.
La protesta dei lenzuoli si inserisce dunque in un clima politico già particolarmente acceso. Durante la manifestazione “Nessun bersaglio” del 29 agosto erano comparsi striscioni contro la presenza della premier e del ministro Francesco Lollobrigida a Risò. La cronaca di quella giornata è disponibile nell’articolo “‘Nessun bersaglio’, oltre cento in piazza e striscioni contro Meloni a Risò”.
L’appello si conclude con l’invito a “esprimere il proprio dissenso” e ad accogliere simbolicamente la presidente del Consiglio attraverso l’esposizione dei lenzuoli bianchi.
A.B.

