La ex Polioli
ATTUALITÁ – L’associazione invoca il principio di precauzione e sollecita uno studio
VERCELLI – ISDE – Medici per l’Ambiente esprime preoccupazione per il progetto di ammodernamento dell’impianto Alcoplast di Vercelli, che prevede la sostituzione dell’attuale sistema di combustione con un termovalorizzatore, e si rivolge all’Amministrazione comunale.
Il Consiglio direttivo della sezione provinciale chiede alle istituzioni competenti di attivare una Valutazione di impatto sanitario, conosciuta anche con l’acronimo VIS, prima che vengano assunte decisioni definitive sul progetto.
La richiesta non riguarda soltanto le caratteristiche tecniche del nuovo impianto, ma tiene conto del contesto ambientale e sanitario nel quale dovrebbe essere inserito. Un tema già approfondito da La Voce Vercellese nell’articolo dedicato ai dati sui tumori e alla necessità della massima cautela.
UN’AREA SOTTOPOSTA A DIVERSE PRESSIONI
Secondo i medici, l’area industriale di Vercelli sopporta già un carico ambientale rilevante, legato alla presenza storica dell’ex inceneritore e di numerosi insediamenti produttivi. Alcuni sono stati dismessi, mentre altri sono entrati in funzione recentemente.
La preoccupazione riguarda quindi il possibile effetto cumulativo delle diverse fonti emissive. Per ISDE, il progetto Alcoplast non dovrebbe essere valutato isolatamente, ma mettendo in relazione tutte le pressioni già presenti sul territorio.
Le ricadute, inoltre, potrebbero non fermarsi ai confini del capoluogo, interessando anche la popolazione residente nei Comuni limitrofi.
“In un territorio che ha già evidenziato criticità in termini di salute della popolazione, con malattie e decessi che meritano di essere approfonditi anche in relazione alle pressioni ambientali presenti, non è prudente valutare una nuova fonte emissiva isolatamente. Occorre considerare il possibile effetto cumulativo delle diverse sorgenti e la popolazione potenzialmente interessata dalle ricadute, che potrebbe comprendere anche i Comuni limitrofi”.
LA RICHIESTA DI UNA VIS
ISDE considera indispensabile applicare il principio di precauzione attraverso una Valutazione di impatto sanitario precedente all’eventuale autorizzazione definitiva.
La medesima richiesta è stata portata anche sul piano politico dal consigliere comunale Fabrizio Finocchi, che ha presentato un ordine del giorno sul progetto. Nel documento viene chiesto al Comune di avviare rapidamente una VIS e di chiarire se il nuovo impianto sia compatibile con gli impegni ambientali assunti dall’Amministrazione. La vicenda è stata ricostruita nell’articolo “Termovalorizzatore, Finocchi sfida Scheda: il progetto è compatibile con le promesse elettorali?”.
La valutazione dovrebbe confrontare i dati epidemiologici della popolazione con il quadro ambientale esistente e con le emissioni previste dal nuovo termovalorizzatore. Lo studio dovrebbe analizzare la dispersione degli inquinanti, individuare le persone maggiormente esposte e stimare gli eventuali effetti sanitari aggiuntivi.
“Per questo riteniamo necessario applicare il principio di precauzione e chiediamo alle istituzioni competenti l’attivazione di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) prima di assumere decisioni definitive sul progetto”.
«NON É OPPOSIZIONE PREGIUDIZIALE»
I medici precisano che la richiesta non nasce da una contrarietà preventiva nei confronti dell’innovazione tecnologica, ma dall’esigenza di evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni ambientali.
“Non si tratta di opporsi pregiudizialmente all’innovazione tecnologica, ma di garantire che ogni scelta industriale venga compiuta senza compromettere ulteriormente la salute di una popolazione che vive già in un territorio sottoposto a molteplici pressioni ambientali”.
Sul progetto è intervenuta anche Futuro Nazionale, chiedendo limiti certi sui rifiuti trattati, verifiche indipendenti sulle ricadute atmosferiche e approfondimenti sulla falda e sulla sicurezza dell’area. Le richieste sono contenute nell’articolo “Futuro Nazionale: «Termovalorizzatore, il territorio non paghi la scommessa industriale»”.
La sezione provinciale di ISDE condivide così le preoccupazioni già manifestate da associazioni e cittadini, chiedendo che la salute pubblica venga posta al centro del procedimento decisionale.
“Condividendo le preoccupazioni già diffuse da altre associazioni e cittadini chiediamo quindi precauzione, in tale direzione la VIS rappresenterebbe uno strumento di prevenzione, trasparenza e tutela della salute pubblica, indispensabile per valutare il progetto sulla base di dati scientifici e per garantire che le decisioni riguardanti Vercelli e i Comuni limitrofi tengano conto, prima di tutto, del diritto alla salute dei cittadini”.
A.B.

