L'apertura di una nuova attività commerciale ha scatenato una nuova polemica a Santhià
SANTHIÁ – Botta e risposta tra Caprioglio e il sindaco Ariotti
SANTHIÁ – L’apertura di una nuova attività commerciale a Santhià accende il confronto politico sulla gestione della viabilità, della sicurezza e degli spazi pubblici. A intervenire sulla situazione è innanzitutto la sindaca Angela Ariotti, che esprime un giudizio positivo sui nuovi investimenti, richiamando però la necessità di rispettare le regole.
«Sono assolutamente favorevole alle nuove attività che aprono però occorre prima di tutto la sicurezza, il rispetto della proprietà altrui, il il divieto di parcheggiare sui marciapiedi. I proprietari sono stati convocati in Comune per gestire insieme sicurezza e viabilità».
Alle dichiarazioni della sindaca replica il consigliere comunale Alessandro Caprioglio, che distingue nettamente il giudizio positivo sull’investimento privato dalle critiche rivolte all’Amministrazione comunale.
«Nessuno mette in discussione l’apertura di una nuova attività commerciale. Chi sceglie di investire a Santhià, creare opportunità di lavoro e contribuire all’economia della città deve essere accolto positivamente. Il problema è un altro: la capacità dell’Amministrazione comunale di programmare e prevedere le conseguenze di eventi annunciati da giorni».
Secondo Caprioglio, la campagna promozionale organizzata in vista dell’apertura avrebbe consentito di prevedere una partecipazione particolarmente numerosa e, di conseguenza, di predisporre anticipatamente gli interventi necessari.
«Da giorni – prosegue Caprioglio – era in corso una campagna pubblicitaria particolarmente forte, con offerte promozionali e prodotti annunciati addirittura a 1 euro. Era quindi ragionevole attendersi un’affluenza significativa. Proprio per questo sarebbe stato opportuno affrontare preventivamente le possibili conseguenze sulla viabilità, sui parcheggi, sull’occupazione dei marciapiedi, sulla sicurezza e sui disagi per i residenti».
Il consigliere si sofferma proprio sulla decisione, annunciata da Ariotti, di convocare i proprietari dell’attività in Comune per affrontare congiuntamente le questioni relative alla sicurezza e alla circolazione.
«La domanda sorge spontanea: perché convocarli dopo e non prima dell’apertura? Se l’afflusso di persone era prevedibile, una riunione preventiva avrebbe consentito di valutare le criticità e coordinare per tempo gli interventi necessari».
Caprioglio interviene anche sul tema delle competenze istituzionali in materia di ordine pubblico, precisando che il suo rilievo non attribuisce al sindaco responsabilità esclusive.
«Nessuno sostiene che la gestione dell’ordine pubblico sia competenza esclusiva del Sindaco. Esistono competenze precise delle autorità statali. Ma da questo a sostenere che il Sindaco e il Comune non abbiano alcun ruolo passa una bella differenza. Il Sindaco, anche quale ufficiale del Governo, ha funzioni previste dalla legge in materia di sicurezza e di raccordo con le autorità competenti».
Il punto centrale, secondo il consigliere, resta la capacità politica e amministrativa di anticipare gli effetti di un evento destinato a richiamare numerose persone.
«Ma la questione – precisa Caprioglio – è soprattutto politica e amministrativa. Non occorre sostituirsi a Prefetto o Questore per comprendere che un evento capace di richiamare molte persone può richiedere preventivamente una diversa organizzazione della viabilità e degli spazi pubblici».
Caprioglio ribadisce quindi che la contestazione non è rivolta agli imprenditori, ai quali riconosce il valore della scelta di investire sul territorio santhiatese.
«Ribadisco quindi con chiarezza che la critica non è rivolta alla nuova attività né agli imprenditori che hanno deciso di investire a Santhià. A loro va l’augurio di poter lavorare e crescere nella nostra città».
Il bersaglio politico dell’intervento è invece l’operato dell’Amministrazione comunale.
«La critica riguarda invece un’Amministrazione che, ancora una volta, sembra intervenire dopo che il problema si è manifestato, anziché dimostrare capacità di programmazione e prevenzione».
Da qui la domanda conclusiva rivolta al Comune: «Amministrare significa prevedere, programmare e prevenire. La domanda alla quale l’Amministrazione dovrebbe rispondere è molto semplice: davanti a una situazione ampiamente prevedibile, cosa è stato fatto prima? Perché governare una città significa cercare di arrivare prima dei problemi, non rincorrerli dopo».
A.B.

