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LA LETTERA – “Una situazione imbarazzante”
VERCELLI – Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Redazione de La Voce Vercellese,
siamo un gruppo di cittadini, genitori, e vorremmo porre una domanda semplice, ma che crediamo meriti una risposta: dov’è finita la Biblioteca Ragazzi di Vercelli?
Naturalmente non ci riferiamo soltanto ai libri, agli scaffali o alle attività organizzate per le scuole (quelle sappiamo che ci sono!). Ci riferiamo alla biblioteca come luogo pubblico, come spazio della città, come luogo di incontro, di lettura, di studio, di scoperta e anche di aggregazione per bambini e ragazzi.
GLI ORARI MOLTO RIDOTTI
Oggi gli orari di apertura della Sezione Ragazzi risultano estremamente ridotti: dal lunedì al giovedì l’apertura arriva fino alle 17 e il venerdì soltanto nella fascia mattutina; il sabato è chiusa.
E qui nasce un primo problema, il Regolamento regionale piemontese sulle biblioteche stabilisce per i Comuni con più di 30.000 abitanti un orario minimo di apertura al pubblico di 36 ore settimanali (Regolamento Regionale del Piemonte n. 11/R del 5 ottobre 2021). La nostra città supera questa soglia demografica. E allora ci chiediamo: per quale motivo la Biblioteca Ragazzi della nostra città risulta aperta al pubblico con orario assai limitato? A chi serve una biblioteca ragazzi che chiude alle 17?
UNA BIBLIOTECA RAGAZZI… SENZA RAGAZZI
Una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano difficilmente riesce ad accompagnare un bambino in biblioteca entro quell’orario. Gli orari lavorativi ordinari terminano spesso alle 17, alle 18 o anche più tardi. E così proprio le famiglie che avrebbero bisogno di uno spazio pubblico accessibile nel pomeriggio si trovano davanti a una porta che, di fatto, è già chiusa, specialmente ora che andiamo verso la stagione fredda.
Né il venerdì pomeriggio né il sabato mattina vengono oggi messi a disposizione del pubblico. Il risultato è paradossale: abbiamo una Biblioteca Ragazzi, ma senza famiglie bambini e ragazzi!
E non possiamo pensare alla biblioteca soltanto come a un luogo nel quale accompagnare le scolaresche, che è assolutamente positivo che i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria vengano portati in biblioteca. Ma che cosa accade dopo? Quando i bambini dicono a casa che vogliono andare in biblioteca perchè magari ha sortito questo effetto (magico) come fanno ad andarci se il tempo pieno finisce alle 16 o alle 16,30… Dove sono gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado?
Proprio i ragazzi che, crescendo, dovrebbero diventare frequentatori autonomi della biblioteca, trovare libri, studiare, approfondire, leggere, incontrarsi, utilizzare uno spazio pubblico della propria città, tra l’altro c’è una vasta sezione di Manga, serie fantasy, narrativa young adult, che rimane intonsa. Una biblioteca ragazzi dovrebbe essere anche questo: un luogo nel quale un adolescente possa entrare senza che necessariamente debba essere accompagnato da una scuola o da un adulto. Se le scuole non li portano, non significa che quei ragazzi non abbiano diritto a trovare una biblioteca aperta.
LE BIBLIOTECHE DI CITTÁ VICINE, ALTRO PIANETA
Una biblioteca pubblica non dovrebbe vivere soltanto quando qualcuno organizza un’attività per una classe. Dovrebbe essere lì, disponibile, altrimenti rischiamo di trasformare un servizio pubblico in una struttura utilizzata occasionalmente e prevalentemente nell’ambito scolastico. Guardando le biblioteche di città accanto a Vercelli troviamo gruppi di lettura dai piccolissimi ai teenagers, letture animate da volontari ma molto spesso anche solo da bibliotecarie appassionate e non solo archiviste.
E allora ci chiediamo: perché non stabilire e definire un orario consono tutto l’anno, e non con continui cambi che si scoprono passando delusi davanti alla biblioteca. Perchè non avere aperture fino alle 18 tutti i giorni, e il sabato mattina come le vicine Biella e Novara? Non stiamo chiedendo qualcosa di straordinario, stiamo chiedendo che una biblioteca possa realmente essere utilizzata dalla comunità alla quale è destinata, non come un ufficio di protocollo.
Il Comune stesso definisce la Biblioteca Ragazzi come un luogo ad accesso libero, e la biblioteca comunale indica tra i propri servizi la promozione della lettura e la funzione di servizio pubblico.
LA CITTÁ CHE VUOLE LA CULTURA MA NON INVESTE SUI GIOVANI
Per questo ci rivolgiamo direttamente al Sindaco Roberto Scheda, che detiene anche la delega alla Cultura: come è possibile che una città che ambisce a definirsi città della cultura presenti una situazione simile proprio nel settore delle biblioteche? Dove sono la programmazione, l’investimento e una visione per i servizi librari rivolti ai bambini e ai ragazzi? Dove sono gli eventi culturali per attirare pubblico in biblioteca, lo sappiamo che è un investimento, ma si investe sui ragazzi, ovvero il futuro della città.
Non vorremmo che la cultura venisse identificata soltanto con le grandi mostre, gli eventi e le manifestazioni, la cultura comincia da un bambino che entra in biblioteca, prende un libro dallo scaffale e decide autonomamente di leggerlo.
CHE FINE HA FATTO LA LUDOTECA?
E infine rimane un’altra domanda, che affidiamo al Comune e alla città: che fine ha fatto la ludoteca? Quella struttura che il 15 gennaio 2026 sul sito del comune veniva descritto come “Avviato a Vercelli il PuntoGioco4All: nella ludoteca di via Galileo Ferraris un laboratorio educativo basato sul gioco di costruzione, inclusione e creatività” quanto è durato?
Senza investimenti adeguati, qualsiasi progetto si blocca. Eppure di Associazioni sul territorio che si occupano di infanzia ed educazione ce ne sono parecchie, di volontari per la lettura anche, perché non si crea un dialogo tra bibliotecari e enti terzi? La ludoteca, che dovrebbe essere un altro importante spazio destinato ai bambini e alle famiglie risulta oggi chiusa al pubblico come la Sezione Ragazzi. Quanto è stato investito? Qual è il progetto per il suo futuro? Quando tornerà a essere realmente fruibile dalle famiglie non a singhiozzo?
UNA BIBLIOTECA SENZA LETTORI É IMBARAZZANTE
Sono domande che non nascono da una polemica politica, ma dalla preoccupazione di alcuni cittadini che vedono spazi pubblici destinati ai bambini e ai ragazzi trasformarsi, almeno per gran parte della settimana, in luoghi quasi deserti.
Una biblioteca senza lettori è una contraddizione, una ludoteca chiusa è uno spreco di uno spazio pensato per la comunità e una biblioteca ragazzi che chiude quando molti genitori finiscono di lavorare rischia di diventare, più che una piazza della cultura, una cattedrale nel deserto.
Un gruppo di cittadini di Vercelli

