Il presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino (foto La Voce Vercellese)
ATTUALITÁ – Appuntamenti il 31 ottobre e il 14 novembre a Vercelli
VERCELLI – Il progetto Alcoplast sarà al centro di un’inchiesta pubblica il 31 ottobre e il 14 novembre, nella cripta della basilica di Sant’Andrea. La Provincia ha accolto la richiesta presentata il 26 agosto da Legambiente e Pro Natura, aprendo uno spazio di confronto nel quale l’azienda potrà illustrare gli interventi e cittadini e associazioni potranno esprimere perplessità e porre domande.
La società Alcoplast S.r.l. ha presentato alla Provincia di Vercelli un’istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per il progetto denominato “Revamping termovalorizzatore e introduzione nuove produzioni (resine melamminiche e BISMP A)”. L’inchiesta si inserisce nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Il tema è già stato oggetto del dibattito politico cittadino, con la richiesta di approfondimenti sull’impatto sanitario avanzata dal consigliere Fabrizio Finocchi.
Il presidente della Provincia, Davide Gilardino, dichiara: «Abbiamo deciso, per consentire la massima trasparenza e portare alla luce tutti gli interventi proposti dalla Società Alcoplast S.r.l., di condividere la richiesta di Legambiente e Pro Natura, avviando la procedura di inchiesta pubblica che si terrà il 31 ottobre e il 14 novembre presso la cripta della basilica di Sant’Andrea d’intesa con il Comune di Vercelli. Anche i componenti della commissione sono stati individuati dialogando con le associazioni ambientaliste e il percorso amministrativo prosegue nel rispetto di tutti, in piena fiducia del lavoro degli uffici. Ribadisco che, come sempre stato, la stella polare della nostra amministrazione è fatta dal dialogo e dall’ascolto e, prima di rilasciare un’autorizzazione su un impianto (di qualunque tipo esso sia) che ricade sul territorio, condivisione e informazione sono fondamentali. Preciso che, allo stato attuale, non sono state formulate dall’Autorità competente valutazioni o determinazioni in ordine alla compatibilità ambientale e sanitaria dell’intervento in quanto oggetto della eventuale suvvesiva fase istruttoria, a conclusione dell’inchiesta pubblica».
Tre gli interventi previsti. Il primo riguarda l’ammodernamento dell’attuale impianto di incenerimento, autorizzato per lo smaltimento D10, e la sua conversione in un impianto di termovalorizzazione destinato al recupero energetico R1. La capacità di trattamento autorizzata resterebbe invariata a 28.400 tonnellate annue, con un flusso termico di 9,25 MW e una potenza elettrica lorda massima teorica di 1,99 MW.
Il piano comprende inoltre una nuova linea per la produzione di acido bis-metilolpropionico (Bis-MPA), con capacità prevista di 10.000 tonnellate annue, e una linea per resine amminiche in polvere, melamminiche MF/MUF, mediante sintesi liquida e atomizzazione in spray dryer, da 9.000 tonnellate annue.
Gli incontri precederanno dunque le eventuali successive valutazioni istruttorie: allo stato attuale non sono state formulate determinazioni sulla compatibilità ambientale e sanitaria dell’intervento.

