L'autogoal di Ilario Iotti (foto Roncarolo | La Voce Vercellese)
I veneti passano al “Piola” (0-2)
PRO VERCELLI – CITTADELLA 0 – 2
PRO VERCELLI : Del Favero; Piran (89′ Rutigliano), Marchetti, Coccolo, Furno (50′ Carosso); Huiberts (65′ Boufandar), Iotti, Burruano (89′ Perotti); Akpa Akpro, Comi, Sow. A disposizione: Rosin ,Livieri, Mallahi, Ronchi, Pino, Zacchera, Clemente, Satriano, Regonesi. Allenatore: Michele Santoni CITTADELLA: Saro; D’Alessio, Redolfi /79′ Gatti), Zilio; Perretta (63′ Salvi), Amatucci (C), Barberis, Anastasia, Rizza (79′ Crialese); Rabbi (87′ Diaw), Castelli (63′ Bunino). A disposizione: Maniero, Scquizzato, Casolari, Ghezzi, Gobbato, Ihnatov. Allenatore: Manuel Iori
ARBITRO: Galiffi di Alghero | MARCATORI: 66′ Iotti (aut), 77′ Redolfi
AMMONITI: Huiberts, D’Alessio, Sow | NOTE: spettatori 1.028 (una cinquantina i tifosi ospiti presenti al “Piola”); calci d’angolo 0-2; recuperi 0’/+5’
Vercelli – Fino al 66’, minuto del clamoroso quanto sfortunato autogol di Iotti, la prestazione era stata positiva. Da quel momento in poi è calato il buio su una Pro Vercelli nuovamente sconfitta. Per la squadra di Santoni si tratta del quarto ko consecutivo, il quinto nelle ultime sei gare. Il Cittadella, dunque, passa al “Piola”, 2-0, senza meritare più di tanto.

La legge dello sport, però, è cinica: chi vince festeggia, chi perde spiega. E in casa Pro Vercelli le cose da spiegare, almeno oggi, non sono poi moltissime. Perché la squadra per un ora ha giocato alla pari con i veneti, costruiti in estate per tentare il salto in serie B diretto. Anzi, a dirla tutta, sono proprio state le bianche casacche a sfiorare in diverse occasioni la rete del vantaggio. Che sarebbe stata meritata. Invece il maldestro autogol di Iotti (ingenerose le critiche piovute dalla tribuna nei suoi confronti), ha mutato completamente il match.
I padroni di casa sono completamente spariti dal campo. Nessuna reazione, nessun tentativo di riequilibrare le cose. Facendo, così, dormire sonni tranquilli al Cittadella, che ha mantenuto il controllo del gioco, per poi andare al raddoppio. Difficile trovare una spiegazione logica per una squadra che nell’ultimo mese si è smarrita, vittima dei propri fantasmi e anche di alcune scelte opinabili del suo tecnico. Oggi, ad esempio, il doppio cambio al 90’ (dentro Rutigliano e Perotti per Piran e Burruano) è di difficile comprensione.

Quello che conta, purtroppo, è che il Leone non ruggisce più: quattro sconfitte consecutive, due reti fatte, otto subite. Dalla zona playoff si è passati ad avere solo quattro punti di vantaggio su quella playout (che difficilmente, viste le posizioni di classifica, si disputeranno). Una metamorfosi pericolosa. Alle porte c’è la trasferta di Trieste, ospiti di una squadra ormai virtualmente retrocessa ma che ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque. Occorre cambiare rotta.
A.B.

