Alcuni dei post "irregolari" di esponenti politici vercellesi
Ogni volta è la stessa storia
Vercelli – Anche sui social esisterebbe il silenzio elettorale. Sarebbe, quindi, opportuno rispettarlo. Invece, a ogni tornata, ci sono sempre i più furbi. Quelli che nel corso della campagna elettorale, si professano paladini della lealtà e del rispetto delle regole. Quelli che inveiscono contro coloro che – sbagliando, s’intenda – decidono di fare di testa loro. Andando contro regolamenti e buon gusto.
Ebbene, in queste ore, durante la prima giornata di voto per il referendum sulla riforma della Giustizia, molti esponenti politici vercellesi hanno deciso di “aggirare” il silenzio elettorale. Lo hanno fatto – e lo stanno facendo – nascondendo il Sì (si tratta, nella maggior parte dei casi, di coloro che sono favorevoli alla riforma) all’interno di frasi con poco senso logico. O con “storielle” che un bimbo di prima elementare saprebbe inventare molto meglio.
Come scrivevamo in precedenza, questione di buon gusto. Di rispetto delle regole. E, soprattutto, di rispetto degli elettori. Che scemi non lo sono.







