Carlo Stragiotti
Le considerazioni di Carlo Stragiotti
Vercelli – Riceviamo e pubblichiamo
La vicenda dell’Alpàa è molto più complessa di quanto possa sembrare a una lettura frettolosa. Per questo motivo sarebbe un errore trasformarla nell’ennesima polemica sterile o, peggio ancora, lasciarsi andare a facili “tifoserie da stadio”. Qui non si tratta di schierarsi superficialmente pro o contro qualcuno: qui si tratta di capire come si è arrivati al punto che la 50ª edizione dell’Alpàa, manifestazione centrale per Varallo e per tutta la Valsesia, non verrà svolta. Sullo sfondo restano l’annuncio ufficiale del Comitato e la riduzione del contributo comunale deliberata nei giorni scorsi.
Secondo Carlo Stragiotti, il nodo vero non è semplicemente la cifra del contributo, ma il metodo politico e amministrativo con cui si è arrivati a questa situazione. “Il problema non è fare oggi una gara a chi urla di più, né dividere la città in curve contrapposte, ma ragionare con metodo, quello che manca da anni ormai a Varallo. Il fatto è che ancora una volta emerge una totale assenza di programmazione da parte dell’amministrazione comunale. Ed è questo il dato più grave”.
Stragiotti sottolinea come l’Alpàa sia da decenni uno degli appuntamenti simbolo dell’estate valsesiana, una manifestazione identitaria, economica e turistica che non può essere affrontata all’ultimo momento o con scelte improvvise. A gennaio 2026 il Comitato aveva annunciato ufficialmente la 50ª edizione, prevista dal 10 al 19 luglio, presentandola come un traguardo storico per Varallo e per la Valsesia; due mesi dopo è arrivato lo stop.
“È evidente a tutti che l’Alpàa debba trovare fondi adeguati per poter essere organizzata e per continuare a rappresentare un punto di riferimento per il territorio. Ma è altrettanto evidente che molti ritengono, anche nella stessa maggioranza, necessario un ripensamento della manifestazione: servono idee nuove, forse anche con un parziale ritorno alle origini dell’Alpàa, riuscendo a coniugare tradizione e modernità. E servono anche nuove forme di finanziamento, capaci di ridurre almeno in parte la dipendenza dai contributi comunali”.
Per Stragiotti, però, una trasformazione di questo tipo non può essere improvvisata né scaricata di colpo sui volontari. “Tutte queste operazioni non si possono fare insieme e da un giorno all’altro. Non si può passare repentinamente da un contributo molto rilevante a un contributo più che dimezzato e pensare che nulla accada. Così non si consente a un comitato formato da volontari, che si impegnano davvero tanto per la città e per il territorio, di lavorare con serenità e di mettere in piedi una manifestazione così complessa”.
Il precedente del 2025, quando la giunta si divise sul contributo da 100 mila euro, dimostra peraltro che il tema era noto da tempo e che il problema covava da mesi. Proprio per questo, osserva Stragiotti, sarebbe servita una visione politica della Maggioranza “di squadra”, capace di accompagnare gradualmente un eventuale cambiamento, invece di arrivare a uno strappo improvviso nell’anno del cinquantesimo anniversario.
“Non bisogna lasciarsi andare alle tifoserie. Bisogna fermarsi e ragionare con calma, se davvero si vuole salvare l’Alpàa. Questa manifestazione deve vivere un percorso di cambiamento costante, ma programmato. Il punto non è soltanto decidere se dare o non dare un contributo, o quanto dare. Il punto è capire quale idea di Alpàa si vuole costruire per il futuro, quali fonti di finanziamento si vogliono sviluppare e come si vuole mettere il Comitato nelle condizioni di operare. Questo è il vero tema politico”.
Stragiotti esprime infine vicinanza al Comitato e a tutti i volontari che negli anni hanno portato avanti la manifestazione, oltre che agli operatori economici locali nel campo del turismo e della ricettività alberghiera e para-alberghiera: “Sono vicino al Comitato Alpàa e a tutte le persone che ogni anno dimostrano un grande senso del dovere verso Varallo e verso la Valsesia. Il loro impegno, insieme alle attività economiche locali che necessitano a loro volta di programmazione e certezze meritano rispetto, non improvvisazione”.
La conclusione è anche un giudizio politico netto sull’attuale amministrazione. “Quello a cui stiamo assistendo è l’ultimo atto di un’amministrazione che, nel suo complesso seppur con elementi validi al suo interno, come già ho affermato in passato, è arrivata al capolinea. Non tanto e non solo per la riduzione economica in sé, ma perché questa vicenda certifica, ancora una volta e come già accade su altri temi, una totale assenza di programmazione che mette in crisi una città intera. È evidente che questo ciclo politico è terminato e che Varallo ha bisogno di un cambiamento”.
Carlo Stragiotti

