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«Piemonte modello nazionale per tutela di mamme e neonati»
TORINO – Il parto in anonimato rappresenta uno strumento di tutela per le donne in difficoltà e per i neonati, un modello che in Piemonte trova un’applicazione particolarmente avanzata grazie a una normativa regionale unica nel panorama italiano. A sostenerlo è Monica Canalis, consigliera regionale del Partito Democratico, che chiede un maggiore impegno nella promozione di questa possibilità.
Canalis ricorda che il parto segreto è un istituto giuridico presente soltanto in Italia e Francia e consente alle donne che non possono o non intendono riconoscere il proprio figlio di partorire in ospedale in condizioni di totale anonimato, con tutte le tutele sanitarie e legali previste dalla legge.
IL PIEMONTE É UN MODELLO NEL MODELLO
Secondo la consigliera, il Piemonte rappresenta un modello nel modello. Oltre ad applicare la normativa nazionale, infatti, è l’unica Regione italiana ad aver legiferato specificamente sul tema con la legge regionale 16 del 2006. La normativa individua nel Comune di Torino, nel Comune di Novara, nel Consorzio socio-assistenziale del Cuneese e nel Cissaca di Alessandria i soggetti incaricati di assistere le gestanti e di accompagnarle anche nei 60 giorni successivi al parto.
Gli interventi previsti riguardano sia le madri sia i neonati non riconosciuti e proseguono fino all’adozione definitiva del bambino. In questo percorso il neonato viene inizialmente accolto da famiglie affidatarie specializzate, le cosiddette “famiglie cicogna”, per poi essere affidato alle famiglie adottive.
SOLUZIONE MIGLIORE RISPETTO ALLE CULLE PER LA VITA
Canalis sottolinea come il parto in anonimato rappresenti una soluzione più completa rispetto alle culle per la vita, poiché consente alla donna di affrontare la gravidanza e il parto con il supporto del personale sanitario e dei servizi sociali, senza rinunciare alla propria riservatezza.
«Non si tratta di un atto di abbandono, ma di una scelta di responsabilità e generosità», evidenzia la consigliera regionale, secondo la quale la priorità deve essere quella di sostenere le donne in situazioni di fragilità.
Per questo il Partito Democratico chiede alla Regione Piemonte di investire maggiormente nella conoscenza del parto in anonimato attraverso campagne informative rivolte alle scuole, ai consultori, ai centri per le famiglie e alle associazioni del territorio. Un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata anche alle donne straniere, alle quali va garantita la consapevolezza che gli ospedali sono tenuti per legge a tutelarne la privacy e a garantire la massima riservatezza.
«Solo sostenendo le donne sosteniamo davvero i bambini», conclude Canalis, ribadendo la necessità di rafforzare gli strumenti di informazione e accompagnamento già presenti sul territorio piemontese.

