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Il fiume Sesia perde il 67% della portata rispetto alla media storica
TORINO – La Regione Piemonte corre ai ripari di fronte a una situazione idrica sempre più preoccupante. Dopo aver analizzato gli ultimi dati diffusi da Arpa Piemonte, l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha annunciato la riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica e la costituzione di un tavolo specifico dedicato al Lago Maggiore.
L’obiettivo è monitorare costantemente l’evoluzione della situazione relativa all’acqua potabile, agli utilizzi agricoli, ai livelli dei fiumi e dei laghi e alle prospettive per i mesi estivi, che si preannunciano particolarmente critici.
«IL QUADRO SEGNALATO DA ARPA É CHIARO»
«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio», ha dichiarato Marnati. «Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di intervenire tempestivamente».
I DATI DELLA SOFFERENZA IDRICA
I dati raccolti da Arpa Piemonte confermano infatti una fase di marcata sofferenza idrica. Nell’ultimo mese le precipitazioni hanno registrato un deficit medio del 44% rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Le situazioni più critiche si rilevano nelle aree settentrionali e orientali della regione, dove il deficit raggiunge il 50%.
Anche le temperature continuano a crescere. Maggio 2026 è risultato più caldo della norma di circa 1,1 gradi centigradi e si è classificato come il settimo mese di maggio più caldo degli ultimi settant’anni.
Preoccupano inoltre le risorse idriche superficiali. La disponibilità di acqua immagazzinata sotto forma di neve, negli invasi e nel Lago Maggiore, è risultata inferiore del 31% rispetto alla media del periodo. Una situazione dovuta soprattutto alla drastica riduzione dell’innevamento sulle montagne piemontesi.
FIUME SESIA: PORTATA AI MINIMI STORICI
Particolarmente allarmanti i dati relativi ai corsi d’acqua. Il fiume Sesia, nel tratto di Palestro, ha fatto registrare una portata inferiore del 67% rispetto alla media storica. Deficit significativi anche per Tanaro, Varaita e Toce, con valori vicini al 50%, mentre il Po, alla chiusura del bacino piemontese, presenta una portata inferiore del 46% rispetto ai livelli normali del periodo.
Anche le falde sotterranee mostrano segnali di sofferenza, con livelli generalmente più bassi della media stagionale e situazioni che in alcune aree potrebbero anticipare condizioni di criticità.
Le prospettive per le prossime settimane non sono incoraggianti. Secondo il bollettino aggiornato di Arpa, nel mese di giugno le precipitazioni risultano inferiori del 50% rispetto alla norma e le portate dei corsi d’acqua continuano a diminuire. I bacini più in difficoltà sono quelli situati a sud del Po.
Le previsioni indicano inoltre temperature superiori alla media di 5-6 gradi e precipitazioni ancora inferiori ai valori climatologici. Una combinazione che potrebbe aggravare ulteriormente la crisi idrica, soprattutto nelle aree occidentali del Piemonte e nel Cuneese.
Per questo motivo la Regione punta a un monitoraggio costante e coordinato della situazione, con particolare attenzione alla tutela della risorsa acqua e alla sicurezza dei cittadini in vista dei mesi più caldi dell’anno.

