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Confartigianato Piemonte lancia l’allarme sul comparto delle costruzioni tra rincari e scadenze del PNRR
TORINO – L’estate 2026 si presenta come un banco di prova decisivo per il comparto delle costruzioni in Piemonte. Le imprese sono chiamate a completare gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entro le scadenze previste, ma devono fare i conti con un nuovo aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e del credito.
A fotografare la situazione è l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Piemonte, che evidenzia come le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente abbiano già avuto ripercussioni sui mercati internazionali.
PESANO GLI AUMENTI
Tra i dati più significativi emerge l’aumento del 39,3% dei prezzi di metalli e minerali registrato a maggio 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcato il rincaro dell’alluminio, cresciuto del 49,7% su base annua. Un dato particolarmente rilevante per l’Italia, che importa dal Medio Oriente il 13,7% del proprio fabbisogno di questo materiale.
Gli aumenti interessano anche altri prodotti fondamentali per il settore delle costruzioni. A marzo i prezzi all’importazione risultavano superiori dell’8,8% per la metallurgia e i prodotti in metallo e del 7,3% per il legno e i suoi derivati. Le imprese prevedono inoltre rincari medi vicini al 20% per bitume, materie prime polimeriche, trasporti e materiali ad alta intensità energetica, come laterizi e prodotti destinati all’edilizia.
Alle nuove tensioni si sommano gli effetti degli aumenti accumulati negli ultimi cinque anni. Materiali largamente impiegati nei cantieri, come parquet assemblato, manufatti in calcestruzzo, strutture metalliche, carpenteria in legno, cemento, malte, vetro e laterizi, hanno registrato incrementi dei prezzi alla produzione compresi tra il 2,5% e il 5,5%.
«LE TENSIONI INTERNAZIONALI INCIDONO»
“Le nuove tensioni internazionali si innestano su una filiera che non ha ancora completamente assorbito gli effetti delle forti impennate dei costi registrate a partire dal 2021”, osserva Enzo Tanino, presidente di Confartigianato Piemonte Edilizia. Nonostante le difficoltà, il comparto continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita economica, anche se l’associazione prevede un rallentamento dell’attività durante l’estate.
Secondo Confartigianato, la tenuta del settore resta strettamente collegata alla fase conclusiva del PNRR, i cui investimenti hanno sostenuto in modo significativo l’economia negli ultimi anni.
LA COMPLICAZIONE CREATA DAL COSTO DEL CREDITO
A complicare ulteriormente il quadro è anche il costo del credito. Come sottolinea il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici, ad aprile 2026 il tasso medio applicato alle imprese è salito al 3,65%, rispetto al 3,49% di marzo, risultando superiore di oltre due punti percentuali rispetto ai livelli precedenti alla stretta monetaria della Banca Centrale Europea.
“Una dinamica che pesa soprattutto sulle piccole imprese e che rischia di rallentare ulteriormente gli investimenti necessari per la crescita del settore”, evidenzia Felici.
Tanino richiama infine l’attenzione sul delicato equilibrio che le imprese dovranno mantenere nei prossimi mesi. L’obiettivo sarà completare nei tempi previsti gli interventi del PNRR senza che un’ulteriore impennata dei costi energetici e delle materie prime comprometta la sostenibilità economica dei cantieri.
Guardando oltre il 2026, Confartigianato ritiene indispensabile programmare una nuova stagione di investimenti dedicata alla messa in sicurezza del territorio, alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione energetica degli edifici. Secondo l’associazione, le imprese hanno bisogno di un quadro stabile e strutturale di incentivi che garantisca continuità agli investimenti e accompagni la transizione del patrimonio edilizio italiano.

