Una immagine dell'impianto sportivo prima della conclusione dei lavori (foto La Voce Vercellese)
Nel mirino anche il contributo di 15mila euro: “Non copre neppure il costo di un custode”
VERCELLI – Fuoco alle polemiche attorno al nuovo impianto sportivo polivalente di strada per Olcenengo. Dopo la pubblicazione dell’avviso con cui il Comune di Vercelli cerca una società cui affidare, per un anno in via sperimentale, la gestione della struttura, e il nostro articolo di ieri (domenica 28 giugno – ndr), arriva una dura presa di posizione da parte dei Veterani Hockey Vercelli, rappresentati dall’ex giocatore dell’Hockey Amatori Andrea Rampazzo.
Secondo Rampazzo, la pubblicazione del bando rappresenta l’epilogo di una vicenda gestita con scarsa attenzione nei confronti delle realtà sportive cittadine.
«DUE MESI FA AVEVAMO DATO LA NOSTRA DISPONIBILITÁ»
L’ex giocatore racconta che, circa due mesi fa, i Veterani Hockey Vercelli, insieme a una nota società di pallavolo del territorio, avevano manifestato all’Amministrazione comunale la disponibilità a gestire congiuntamente il nuovo impianto. L’idea nasceva dalla convinzione che la struttura, dotata di skate park, campi da basket, pallavolo, tennis e area dedicata agli sport rotellistici, potesse essere valorizzata attraverso la collaborazione tra associazioni sportive con competenze differenti.
Afferma Rampazzo: «Dopo una riunione in Comune con il vicesindaco e assessore allo Sport Domenico Sabatino e una dirigente del Comune, eravamo rimasti d’accordo che, appena l’impianto fosse stato pronto, saremmo stati convocati per definire la gestione.»
Una convocazione che, secondo il rappresentante dei Veterani Hockey, non è mai arrivata.
«MAI PIÙ CHIAMATI»
La critica è diretta. «Il risultato? Non siamo mai stati richiamati.» Un silenzio che Rampazzo interpreta come una totale mancanza di considerazione verso chi, sostiene, aveva manifestato concretamente la volontà di contribuire alla gestione della nuova struttura.
Una ricostruzione che punta il dito soprattutto contro l’operato dell’Amministrazione comunale e, in particolare, del vicesindaco e assessore allo Sport Domenico Sabatino, indicato come il principale interlocutore durante gli incontri preliminari.
IL NODO DEI 15MILA EURO
Ma le critiche non si fermano al metodo. Rampazzo contesta anche l’impostazione economica del bando approvato dal Comune, che prevede un contributo annuo di 15mila euro per il soggetto gestore.
Secondo il rappresentante dei Veterani Hockey, la cifra sarebbe largamente insufficiente rispetto agli obblighi previsti. Il gestore dovrà infatti garantire apertura e chiusura dell’impianto, custodia, vigilanza, pulizia, manutenzione ordinaria e cura delle aree verdi, senza richiedere alcun pagamento agli utenti.
«Mi chiedo – dichiara Rampazzo – se in Comune conoscano davvero i costi del personale. Un dipendente costa circa 26mila euro lordi all’anno. Come si può pensare che una società ne riceva 15mila e debba garantire un custode a tempo pieno, senza poter ricavare alcun introito, visto che l’impianto è destinato a un utilizzo gratuito e non a scopo di lucro?».
Secondo l’ex giocatore, i conti “semplicemente non tornano”.
«CHI ACCETTERÁ QUESTE CONDIZIONI?»
L’interrogativo posto da Rampazzo è destinato ad alimentare il dibattito. Se il contributo economico non copre nemmeno il costo del personale necessario a garantire il presidio della struttura, diventa difficile immaginare quale associazione possa assumersi una gestione tanto impegnativa senza mettere a rischio il proprio equilibrio economico.
Un tema che si aggiunge alle polemiche già emerse nelle scorse settimane sui ritardi accumulati dall’opera e sulla necessità, emersa soltanto a impianto ultimato, di individuare un soggetto disposto ad amministrarla.
IL RINGRAZIAMENTO… AMARO
L’intervento si chiude con una frase che suona come una stoccata nei confronti di Palazzo Civico. «I Veterani Hockey Vercelli ringraziano per la considerazione.» Parole che fotografano il clima di forte malcontento nei confronti dell’Amministrazione comunale e riaprono il dibattito sulla gestione di un impianto nato per diventare un punto di riferimento per lo sport cittadino ma che, ancora prima dell’avvio della sua piena attività, è già finito al centro delle polemiche.

