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TERRITORIO | Lo studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato, su dati OIPE e ISTAT
TORINO – Sono oltre 205mila le famiglie piemontesi che vivono in condizioni di povertà energetica. Si tratta del 10,1% dei nuclei familiari della regione, una percentuale superiore alla media nazionale del 9,1% e che colloca il Piemonte all’ottavo posto nella graduatoria italiana delle regioni più colpite dal fenomeno.
È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte, che ha elaborato i dati relativi al 2025 forniti dall’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) e dall’ISTAT.
OLTRE 400.000 PERSONE IN DIFFICOLTÁ
Dietro ai numeri si nasconde una realtà che coinvolge oltre 400mila cittadini piemontesi, costretti a fare i conti con difficoltà sempre maggiori nel sostenere le spese per l’energia.
Le conseguenze si riflettono sulla vita quotidiana: raffrescare la casa durante l’estate, riscaldare gli ambienti nei mesi invernali, fare una doccia calda, cucinare o semplicemente illuminare adeguatamente tutte le stanze diventano esigenze sempre più difficili da soddisfare.
Secondo Confartigianato, il fenomeno ha registrato un’accelerazione significativa negli ultimi anni, tanto che oggi una famiglia piemontese su dieci incontra difficoltà nel pagamento delle bollette dell’energia.
PIEMONTE SOPRA LA MEDIA NAZIONALE
La classifica nazionale vede la Puglia al primo posto con il 18,1% delle famiglie in condizioni di povertà energetica, mentre il Lazio risulta la regione più virtuosa con appena il 5% dei nuclei familiari interessati.
A livello nazionale, il fenomeno coinvolge quasi 2,5 milioni di famiglie, pari a circa 5 milioni di persone, con un’incidenza del 9,1%.
CRESCE LA SPESA PER LUCE E GAS
L’analisi evidenzia anche il continuo aumento della spesa energetica sostenuta dalle famiglie piemontesi.
Nel 2024 la spesa complessiva per energia elettrica e gas è stata pari a 3,164 miliardi di euro, salita a 3,253 miliardi nel 2025, mentre per il 2026 è prevista un’ulteriore crescita fino a 3,685 miliardi di euro.
FELICI: «SERVONO AZIONI CONCRETE»
“La povertà energetica rappresenta una delle sfide più urgenti della nostra società e deve essere affrontata con azioni concrete e coordinate”, afferma Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. “La transizione verso le basse emissioni di carbonio è una delle scelte decisive che dobbiamo compiere – sottolinea – attraverso interventi sull’ottimizzazione dei consumi e con strumenti tecnologici oggi disponibili. Servono decisioni lungimiranti, coraggiose e concrete”.
Felici evidenzia inoltre la necessità di affrontare il tema energetico con pragmatismo, sostenendo che il cambiamento climatico e le esigenze di raffrescamento e riscaldamento richiedano risposte efficaci e non ideologiche.
«LE IMPRESE FANNO LA LORO PARTE»
Confartigianato sottolinea infine come molte imprese stiano già investendo nell’efficientamento energetico degli impianti produttivi e nella costituzione di comunità energetiche.
“Le imprese stanno facendo la loro parte – conclude Giorgio Felici – mentre politica e istituzioni continuano troppo spesso a rincorrere le emergenze invece di programmare interventi strutturali capaci di garantire sicurezza energetica e competitività al sistema economico”.

