Alcune immagini della manifestazione che si è svolta a Torino
POLITICA | I consiglieri regionali di PD e M5S chiedono controlli sull’applicazione dell’ordinanza
TORINO – I rider piemontesi si mobilitano per chiedere maggiori garanzie durante le ondate di calore e il rispetto dell’ordinanza regionale che limita le attività lavorative all’aperto nelle ore caratterizzate da temperature estreme.
A sostenere la protesta sono la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Alberto Unia, presenti alla manifestazione organizzata oggi, giovedì 16 luglio, dalla CGIL davanti alla sede della Regione Piemonte.
«Rischiare la vita per il salario oppure perdere il salario per non rischiare la vita è una condizione inaccettabile», afferma Pompeo. Secondo quanto denunciato da NIdiL CGIL Piemonte, diverse piattaforme non avrebbero applicato correttamente l’ordinanza regionale, penalizzando soprattutto i lavoratori autonomi privi di ammortizzatori sociali.

La consigliera richiama l’esempio della Francia, dove alcune piattaforme hanno sospeso le consegne nelle zone interessate dall’allerta rossa durante le ore più calde. «È la prova che fermare il servizio nei momenti più pericolosi è possibile», sostiene Pompeo, chiedendo regole uniformi e maggiori responsabilità da parte delle aziende.
Tra gli elementi contestati figura anche il contributo di 2,71 euro previsto per venti giornate di lavoro, una somma che, secondo i sindacati, non sarebbe sufficiente neppure per acquistare acqua e sali minerali.
Pompeo ricorda inoltre i dati sulla sicurezza del lavoro in Piemonte: nei primi sei mesi dell’anno sarebbero aumentati gli infortuni e le malattie professionali, mentre gli incidenti mortali sarebbero stati 29.

Anche Alberto Unia chiede verifiche più frequenti sull’applicazione dell’ordinanza regionale, che fino al 31 agosto vieta le attività all’aperto con esposizione diretta e prolungata al sole tra le 12.30 e le 16, in presenza di condizioni climatiche ad alto rischio.
«Le norme esistono, ma senza controlli adeguati rischiano di diventare inefficaci», conclude il consigliere del Movimento 5 Stelle. «La tutela della salute deve venire prima di tutto».
A.B.

