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ATTUALITÁ | Il mercato del credito immobiliare
VERCELLI – A Vercelli chi richiede un mutuo punta mediamente a ottenere poco meno di 99mila euro per acquistare immobili dal valore medio di circa 130mila euro. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it relativi al secondo trimestre del 2026, che collocano la provincia vercellese tra quelle con gli importi più contenuti del Piemonte.
I DATI RIFERITI AL VERCELLESE
L’importo medio richiesto nel Vercellese è pari a 98.991 euro, il secondo valore più basso della regione dopo quello registrato a Biella, fermo a 87.813 euro. Il dato è inferiore di oltre 26.000 euro rispetto alla media piemontese, pari a 125.242 euro, e di oltre 46mila euro rispetto a quella nazionale, che raggiunge i 145.181 euro.
Anche il valore degli immobili risulta sensibilmente più contenuto. In provincia di Vercelli la media si attesta a 129.878 euro, contro i 185.700 euro del Piemonte e i 226.028 euro rilevati a livello italiano. Soltanto Biella, con 119mila euro, presenta un valore medio più basso tra le province piemontesi.
La durata media dei finanziamenti richiesti nel Vercellese è di 23 anni e tre mesi, oltre un anno in meno rispetto ai 24 anni e cinque mesi registrati complessivamente in Piemonte. I richiedenti hanno invece un’età media di 39 anni e un mese, leggermente inferiore ai 39 anni e sette mesi rilevati sia a livello regionale sia nazionale.
LA DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Su questo scenario è destinata a incidere la decisione della Banca Centrale Europea di aumentare di 25 punti base i tassi di riferimento. Il provvedimento dovrebbe ridurre nelle prossime settimane la convenienza dei mutui a tasso variabile rispetto a quelli a tasso fisso.
A giugno il TAN medio dei mutui a tasso fisso con durata compresa tra 20 e 30 anni è sceso dal 3,38% al 3,26%. Anche il variabile ha registrato inizialmente un lieve calo, passando dal 2,58% al 2,53%, ma l’intervento della Bce dovrebbe spingerlo fino al 2,78%. La distanza rispetto al fisso si ridurrebbe così dagli attuali 73 a 48 punti base.
Per un mutuo ventennale da 150mila euro, la rata media del tasso fisso è attualmente di 851 euro, mentre quella del variabile si ferma a 797 euro. Con il nuovo aumento, la rata variabile dovrebbe raggiungere gli 815 euro, con un incremento di 18 euro al mese e una maggiore spesa per interessi di oltre 4.400 euro nell’intera durata del finanziamento.
Il vantaggio mensile rispetto al fisso scenderebbe quindi da 54 a 36 euro, mentre il risparmio complessivo sugli interessi passerebbe da circa 13mila a poco più di 8.500 euro.
Secondo Matteo Favaro, COO e Managing Director Financial Product di MutuiOnline.it, il variabile resta ancora più conveniente, ma il divario con il fisso si sta progressivamente riducendo. Un eventuale ulteriore aumento di 25 punti base entro la fine dell’anno porterebbe il TAN medio dei mutui variabili al 3,03%, con una rata di circa 834 euro per un finanziamento da 150mila euro in 20 anni, appena 17 euro in meno rispetto al fisso.
In un mercato caratterizzato da condizioni in rapido cambiamento, il tasso fisso torna quindi a rappresentare un’opzione competitiva per chi desidera maggiore stabilità. Resta inoltre la possibilità di ricorrere alla surroga, trasferendo gratuitamente il finanziamento presso un altro istituto qualora dovessero presentarsi offerte più favorevoli.
A.B.

