La ex centrale termoelettrica "G. Ferraris" di Trino
TERRITORIO | L’appello di SOS Ambiente e Salute
VERCELLI – L’annuncio del Cavour Hyperscale Campus proietta Trino e il Vercellese al centro dello sviluppo europeo delle infrastrutture digitali e dell’intelligenza artificiale. Un’opportunità di rilancio che, secondo SOS Salute e Ambiente, dovrà però essere accompagnata da trasparenza, controlli rigorosi e impegni ambientali verificabili.
IL PROGETTO
Il progetto riguarda la riqualificazione dell’ex centrale termoelettrica Galileo Ferraris, dismessa nel 2013. La prospettiva dell’insediamento era emersa pubblicamente nel maggio scorso, quando il sindaco Daniele Pane aveva riferito dell’esistenza di una proposta progettuale depositata al protocollo comunale. A realizzare il campus dovrebbe essere Techbau, mentre il vicino parco fotovoltaico rimarrebbe di proprietà di Enel.
Il passaggio decisivo è arrivato il 24 luglio, quando il Consiglio dei ministri ha dichiarato il programma di preminente interesse strategico nazionale. Il Cavour Hyperscale Campus è progettato per raggiungere una potenza complessiva compresa tra 300 e 400 megawatt, con un investimento stimato in circa 4 miliardi di euro.
Il cronoprogramma governativo prevede l’avvio della Conferenza dei servizi entro la fine del 2026, il rilascio dell’autorizzazione unica entro il 2027 e l’entrata in funzione del primo lotto entro la fine del 2028. Nella fase di costruzione sono indicati mediamente 1.200 lavoratori, con punte superiori alle duemila unità; a regime vengono stimati tra 300 e 350 posti altamente qualificati e circa mille ulteriori occupati nell’indotto.
Numeri importanti, che SOS Salute e Ambiente invita tuttavia a esaminare insieme agli effetti concreti dell’opera. «Un grande progetto porta con sé una responsabilità ancora più grande – osserva l’associazione –. Non possiamo permetterci che un’opera strategica si traduca nell’ennesimo impatto ambientale a carico della comunità».
LE DOMANDE, PARTENDO DALLE RISORSE IDRICHE
Uno dei primi temi indicati riguarda la risorsa idrica. L’associazione chiede che nei futuri documenti progettuali venga chiarito quale sistema sarà impiegato per raffreddare gli impianti e se si ricorrerà a circuiti chiusi o a tecnologie a secco, evitando il consumo di acqua potabile o di falda.
IL FABBISOGNO ENERGETICO
Altrettanto rilevante sarà il fabbisogno energetico. Di fronte alla potenza prevista, compresa tra 300 e 400 megawatt, SOS domanda da quali fonti arriverà l’elettricità necessaria e sollecita l’impiego di energia rinnovabile dedicata, senza conseguenze negative sulla rete locale o sui costi sostenuti dai cittadini.
Nell’area adiacente all’ex centrale è già operativo un parco solare da quasi 87 megawatt, integrato con un sistema di accumulo da 25 megawatt e 100 megawattora. La capacità prevista per il futuro campus è però significativamente superiore: proprio per questo, secondo l’associazione, l’assetto energetico complessivo dovrà essere illustrato con precisione durante l’iter autorizzativo.
LE RICADUTE OCCUPAZIONALI
L’attenzione viene rivolta anche alle ricadute occupazionali. SOS Salute e Ambiente chiede che i posti annunciati diventino opportunità stabili, qualificate e sicure per i giovani e per i lavoratori del territorio, coinvolgendo realmente il tessuto economico e professionale locale.
La scelta di recuperare un sito industriale già esistente viene considerata positiva perché limita il ricorso a nuove aree. L’associazione propone inoltre di valutare il riutilizzo del calore generato dai server per alimentare sistemi di teleriscaldamento destinati ad abitazioni ed edifici pubblici. Il recupero del calore prodotto dai data center è una soluzione già adottata in altri territori, ma la sua applicabilità a Trino dovrà essere verificata attraverso il progetto tecnico.
SOS Salute e Ambiente annuncia quindi che seguirà tutte le tappe del procedimento, dalla Conferenza dei servizi allo studio di impatto ambientale, esaminando gli atti pubblicati sull’Albo pretorio e sui portali regionali.
Anche la Regione Piemonte ha assicurato attenzione alle prossime fasi autorizzative, con l’obiettivo dichiarato di verificare il rispetto degli standard ambientali e l’impiego delle migliori tecnologie disponibili. Dopo la deliberazione governativa dovrà inoltre essere nominato un commissario straordinario incaricato di coordinare le procedure e accompagnare il rilascio dell’autorizzazione unica.
«L’intelligenza artificiale e il progresso non devono essere subiti, ma governati», conclude SOS Salute e Ambiente. Per l’associazione, la sfida sarà trasformare un investimento di dimensioni eccezionali in una reale occasione di innovazione e lavoro, evitando che i costi ambientali ed energetici ricadano sulla comunità.
A.B.

