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ATTUALITÁ | Dopo un periodo difficile, i fondi sostenibili sembrano aver ritrovato fiducia
VERCELLI – Dopo un periodo difficile, i fondi sostenibili sembrano aver ritrovato un po’ di fiducia da parte degli investitori, un segnale che gli esperti definiscono incoraggiante. Stando ai dati di Morningstar, nei primi tre mesi del 2026 sono entrati circa 3,5 miliardi di dollari a livello mondiale nei fondi ESG, che investono secondo criteri ambientali, sociali e di buona gestione aziendale. Si tratta di un miglioramento netto rispetto ai 27 miliardi usciti nell’ultimo trimestre del 2025.
La notizia più importante riguarda l’Europa, dove la raccolta è tornata positiva per circa 7,8 miliardi di euro, cosa che non succedeva dalla metà del 2024. I risparmiatori sono attratti soprattutto dai fondi passivi, quelli che replicano un indice invece di essere gestiti direttamente da un team di esperti, con 20,7 miliardi di euro in ingresso, una tendenza ormai consolidata nel settore. I fondi gestiti attivamente, invece, continuano a perdere denaro (-12,7 miliardi di euro).
Ci sono tante proposte di fondi ESG disponibili sul mercato, quindi per chi vuole orientarsi in questo mondo può essere utile affidarsi a strumenti avanzati, come Online SIM, dove si può simulare un portafoglio e scegliere quello più indicato e vantaggioso per le proprie necessità ed esigenze finanziarie, tenendo conto anche del suo impatto sul cambiamento climatico. Inoltre la piattaforma online di Online SIM offre anche fondi passivi.
Tornando all’analisi di Morningstar, uno dei ricercatori, Kenneth Lamont, ha parlato di un ritorno incoraggiante dopo un 2025 complicato, il primo anno dal 2018 in cui i fondi sostenibili europei hanno chiuso con più uscite che entrate di capitali. Tra le cause di questo calo ci sono stati risultati altalenanti, timori legati al greenwashing, incertezze geopolitiche e normative, oltre a un clima generale più scettico verso i temi ESG, soprattutto negli Stati Uniti.
Anche le regole del gioco stanno cambiando e infatti l’Unione Europea ha approvato il pacchetto Omnibus I, che semplifica gli obblighi di rendicontazione per le aziende, mentre è in corso la revisione della Sfdr (Sustainable Finance Disclosure Regulation), ossia la normativa che regola la trasparenza delle informazioni sulla finanza sostenibile, un tema molto seguito dagli operatori. Le decisioni definitive sono attese tra fine 2026 e inizio 2027. Questa incertezza ha frenato anche la nascita di nuovi prodotti: nei primi tre mesi del 2026 sono stati lanciati solo otto nuovi fondi sostenibili, il numero più basso dal 2018. Dando uno sguardo alle scelte degli investitori, in Europa si preferiscono i fondi azionari (2,4 miliardi di euro) e i fondi obbligazionari (8,2 miliardi), segno di una maggiore prudenza causata dall’incertezza economica.
Nel complesso, l’Europa resta il mercato leader mondiale dei fondi sostenibili, con l’84,6% del patrimonio globale gestito, seguita da Stati Uniti (10%) e Asia-Pacifico (2,6%). Gli USA, al contrario, registrano ormai da 14 trimestri consecutivi solo uscite di capitali. Come evidenziato da Lamont non è comunque un passo indietro, ma semplicemente un riassetto. La crescita infatti continua, anche se più lentamente, mentre gli investitori sono diventati più selettivi e anche più prudenti nelle loro scelte.

