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TRINO | «Si adombra per le critiche, ma continuerò a controllare»
TRINO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Fausto Cognasso, controreplica a quanto dichiarato dal sindaco di Trino, Daniele Pane, a un blog locale.
Buongiorno Direttore, con il suo permesso vorrei tornare sul mio scritto da lei pubblicato con il titolo «Trino, tagliare una pianta per mezz’ora di fuochi: la lettera contro la Giunta». Tale testo sta suscitando attenzione, commenti e polemiche a livello locale, tanto che Pane, in un blog diverso da La Voce Vercellese, ha giustificato il proprio operato con argomenti che a mio avviso c’entrano poco o nulla con i problemi da me sollevati.
Caro Direttore, se potessi ancora una volta usufruire della sua paziente ospitalità, proverei a sintetizzare una replica definitiva, almeno da parte mia, a Pane. Innanzitutto: perché il sottoscritto, da semplice cittadino, in questo come in altri casi, ha cercato di “fare le pulci” a sindaco e amministrazione? In primis per senso civico e poi perché chi è deputato politicamente a farlo, non lo fa! Ho cercato di colmare un vuoto, in questa come in altre occasioni.
Fatta questa puntualizzazione, l’invito per i miei concittadini è quello di non fidarsi e di leggere loro la Delibera, la 123 del 6 agosto, nella quale, ma questo è il mio modo di interpretarla, le motivazioni principali del proprio agire ce le fornisce Pane medesimo; dal testo della Delibera: “Premesso che: – il Comune di Trino organizza annualmente la Festa Patronale di San Bartolomeo, […] – nell’ambito della manifestazione è previsto lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico conclusivo; – su un lotto di proprietà dell’Ente Casalegno, ubicato in Via Vittime di Bologna, insiste una pianta che limita significativamente la visuale dello spettacolo da parte del pubblico; […] Considerato che: – l’area sulla quale insiste la pianta si presenta allo stato attuale in forte stato di degrado e di abbandono; – la presenza della pianta determina un sensibile ostacolo alla fruizione dello spettacolo pirotecnico oltreché un potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità stante la mancanza di qualsivoglia manutenzione e controllo vegetativo della proprietà sull’area medesima; […] PROPONE – […] 2. di autorizzare […] il taglio della pianta ubicata sul lotto di proprietà dell’Ente Casalegno sito in Via Vittime di Bologna, subordinatamente al rilascio della preventiva autorizzazione da parte della proprietà; […] 4. di dare atto che la spesa derivante dall’intervento troverà copertura sul competente capitolo del bilancio comunale, nei limiti delle risorse disponibili; 5. di dichiarare, con separata ed unanime votazione, la presente deliberazione immediatamente eseguibile […], stante l’urgenza di provvedere in vista dell’imminente svolgimento della Festa Patronale.”.
A fronte di tutto ciò, ribadisco con convinzione, a Trino si abbatte una pianta perché il suo esistere “[…] determina un sensibile ostacolo alla fruizione dello spettacolo pirotecnico”, il “condimento” successivo, cioè che l’albero possa determinare “[…] un potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità stante la mancanza di qualsivoglia manutenzione e controllo vegetativo della proprietà sull’area medesima”, è, a mio modo di vedere, giustificazionismo.
Se tale pericolo sussistesse seriamente, cosa della quale mi sembra che non sia più convinto neanche Pane, tanto che, sull’altro blog, adesso parla di «taglio o potatura», esso non avrebbe dovuto esistere solo in occasione dei fuochi legati alla Patronale, ma durante tutto l’anno (scolastico e solare), quando, mi ripeto, via Vittime di Bologna è percorsa da migliaia di utenti (professori, personale non docente, alunni, genitori e/o nonni di alcuni di loro, utenti della piscina e del centro estivo, ecc. ecc.).
Va da sé che, a mio parere, il provvedimento amministrativo più adatto, trattandosi di operare in una proprietà privata, non era la Delibera, ma l’Ordinanza sindacale al proprietario per eliminare un incombente pericolo di natura pubblica. Tale pericolo, però, avrebbe dovuto essere preceduto e certificato da una V.T.A. (Visual Tree Assessment – Valutazione visiva di Stabilità dell’Albero), l’ufficio tecnico comunale sa benissimo di cosa sto parlando. Se si fosse scelto il percorso dell’Ordinanza anziché quello della Delibera il responsabile dell’ufficio non avrebbe dovuto emettere un generico parere favorevole, ma avrebbe potuto “mettersi al riparo” di un parere tecnico (la V.T.A. appunto) che, a seconda della classe di merito riscontrata (dalla A alla E), avrebbe potuto determinare una scala di interventi che avrebbero potuto andare dal non fare nulla, perché la pianta è fondamentalmente sana, ad una semplice potatura, fino all’abbattimento dell’albero perché malato e pericoloso.

Per accreditarsi come amministratore che ama e opera concretamente per il verde il sindaco, sempre nell’altro blog, cita i 60.000 euro che l’amministrazione spenderà per le alberature cittadine, cifra che egli paragona all’irrisoria cifra di 350 euro che l’abbattimento dell’albero “disturbatore della visuale” comporterebbe. Mi pare di capire che spenderemo 60.000 euro per rifare, almeno in parte, alberature lasciate degradare, poi, da un punto di vista amministrativo, tale proporzione non annulla una critica verso un provvedimento che mi permetto di ritenere sbagliato: un intervento, finanziato con soldi pubblici, tanti o pochi che siano, che si esplica su una proprietà privata, ancorché di un Ente commissariato!
Ma veniamo alla successiva affermazione di Pane, “[…] a seguito della sentenza dei fondi Scanzano arretrati, una delle prime persone e delle prime associazioni che ho contattato per destinare parte di quei fondi, oltre 300.000 euro per un’idea progettuale, è stata proprio l’associazione [NdA: Legambiente] di cui fa parte l’autore [NdA: il sottoscritto] della lettera […]. Autore che ho incontrato ben due volte in Comune e sto ancora aspettando che l’associazione proceda con il progetto di riqualificazione dell’area del parco di San Michele perché ho detto a loro che sarei stato disponibile a stanziare delle risorse proprio per dare seguito a un progetto che negli anni scorsi avevano presentato. Evidentemente l’autore della lettera è più preso a controllare l’albo pretorio e a scrivere contro l’amministrazione comunale che a pensare ai progetti che prima presenta e che poi non porta avanti nonostante gli venga data la disponibilità economica per poterlo fare”.
Su tutto ciò il sindaco e l’amministrazione riceveranno formale risposta, non dal cittadino Cognasso, ma dall’associazione della quale fa parte, nei modi e nei tempi che questa riterrà opportuni, d’altronde l’ipotesi di Legambiente Trino fu presentata all’amministrazione trinese nel 2021, la stessa la fece propria nel volantino elettorale e nelle linee programmatiche del suo secondo mandato, tutto è andato nel dimenticatoio fino a tre mesi fa quando, tra fine maggio ed inizio giugno, lo stesso sindaco ha proposto verbalmente, quindi informalmente, a questa associazione di diventare, di fatto e inaspettatamente, la stazione appaltante, sottolineo stazione appaltante, di tale progetto, con tutto quello che ciò comporta in termini legali e amministrativi.
In ogni caso, me lo consenta caro Sindaco, questa è un ulteriore intervento da “palla in tribuna”, non c’entra nulla con il problema da me sollevato che, come ho cercato di spiegare è sia di carattere motivazionale (per me, la follia di un intervento pubblico di taglio di un albero, in una proprietà privata, per una presunta miglior visione di fuochi pirotecnici che dureranno sì e no mezz’ora) che metodologico (una delibera anziché di un’ordinanza).
Caro sindaco, lei fa parte di una nuova generazione di amministratori che talvolta ritiene che le regole siano orpelli fastidiosi, io appartengo invece ad una stirpe antica, in via di estinzione, la quale pensa che le regole esistono per il vivere civile, sono lo strumento di dialogo tra amministrazione e cittadini. Ovviamente questo è il mio pensiero, sbagliato? A lei l’onere di dimostrarlo. Quindi, malgrado il fatto che lei si adombri ogniqualvolta si giudica il suo operato, continuerò a scorrere l’Albo Pretorio e se riterrò che ci sia un argomento degno di essere criticato, quando altri non dovessero intervenire prima di me, per senso civico, ne scriverò. Come già anticipato, per il sottoscritto, le puntualizzazioni con il sindaco Pane e la sua giunta su questo argomento finiscono qui.
Grazie Direttore, un caro saluto a lei ed ai suoi lettori,
Fausto Cognasso (Trino – 21 agosto 2026)

