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CRONACA | Cinque persone sono state ricoverate tra Milano, Novara e Domodossola
BACENO – Una persona morta e altre cinque intossicate, una delle quali ricoverata in condizioni critiche. È il bilancio della tragedia avvenuta nella notte all’Alpe Buscagna, nell’area dell’Alpe Devero, nel territorio comunale di Baceno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
La vittima è Pietro Maria Fiori, volontario milanese di 35 anni che stava trascorrendo un periodo in alpeggio per aiutare gli allevatori. Le prime informazioni diffuse durante la mattinata avevano inizialmente indicato un’età di 37 anni.
Particolarmente gravi le condizioni di una volontaria di 19 anni, trasportata dall’elisoccorso di Como all’ospedale Niguarda di Milano e ricoverata in codice rosso.
L’allarme è scattato intorno alle 00.30. A chiedere aiuto sarebbe stata una delle persone presenti nella baita, già in stato confusionale a causa dell’intossicazione. Le difficoltà nella comunicazione avrebbero reso inizialmente complicato comprendere la natura dell’emergenza e individuare con precisione la struttura.
È stato attivato un imponente dispositivo di soccorso con il personale del 118, gli elicotteri provenienti da Torino e Como, il Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco. Le operazioni sono state rese particolarmente difficili dalla posizione isolata della baita e dalle condizioni di accesso in alta quota.
Due persone di 62 anni sono state classificate in codice giallo e trasferite con l’elisoccorso di Torino all’ospedale Maggiore di Novara. Gli altri due intossicati sono stati trasportati via terra all’ospedale San Biagio di Domodossola, dove le loro condizioni continuano a essere monitorate.
Nel gruppo si trovavano il gestore dell’alpeggio, suo padre, due dipendenti dell’azienda agricola e due volontari arrivati per sostenere le attività degli allevatori durante il periodo estivo.
Gli accertamenti dovranno stabilire con precisione come il monossido di carbonio abbia saturato gli ambienti della baita. Nell’ambito delle verifiche è stato sequestrato un boiler: l’ipotesi è che la fuoriuscita possa essere stata provocata da un malfunzionamento dell’apparecchio, ma saranno gli approfondimenti tecnici a chiarire l’origine della tragedia.
L’intervento si aggiunge alle numerose operazioni affrontate dai soccorritori in territori montani difficilmente accessibili. Nei mesi scorsi un uomo era stato recuperato dall’elicottero dopo una caduta in un dirupo ad Alagna, mentre a giugno Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Soccorso Alpino avevano tratto in salvo un escursionista disperso in montagna.
Proprio per rendere più rapide le ricerche e gli interventi nelle zone impervie, in Valsesia è stato recentemente presentato un drone di ultima generazione destinato alle operazioni di sicurezza.
Adesso l’attenzione resta concentrata sulle condizioni delle cinque persone ricoverate e sugli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’intossicazione.
A.B.

