I parenti delle vittime della strage di Brandizzo
CRONACA | Il sindaco Roberto Scheda ha portato alle famiglie la vicinanza dell’intera comunità
BRANDIZZO – Cinque nomi che non possono essere dimenticati: Kevin Laganà, Michael Zanera, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Sorvillo. La Città di Vercelli ha partecipato alla commemorazione organizzata in occasione del terzo anniversario della tragedia ferroviaria di Brandizzo, nella quale persero la vita i cinque lavoratori.
Il sindaco Roberto Scheda, accogliendo l’invito della collega Monica Durante, ha rappresentato la comunità vercellese e portato la sua vicinanza alle famiglie delle vittime.

«La memoria non basta se non diventa responsabilità. La sicurezza è un diritto inalienabile. Una Repubblica, fondata sul lavoro, non può rassegnarsi a contare i propri lavoratori morti. Abbiamo il dovere di prevenire, controllare e ciò che è necessario perché ogni persona che esce di casa per lavorare possa tornarvi».
Parole che legano il ricordo alla necessità di rafforzare la prevenzione, i controlli e la tutela di chi lavora. La commemorazione non è stata soltanto un momento di raccoglimento, ma anche un nuovo richiamo alle responsabilità delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza.
La memoria dei cinque lavoratori è stata mantenuta viva anche attraverso iniziative rivolte alle nuove generazioni. Nel giugno scorso, a Vercelli, sono state infatti consegnate tre borse di studio dedicate alle vittime della tragedia di Brandizzo.
Il tema della tutela dei lavoratori continua intanto a essere al centro dell’attenzione anche nel Vercellese, dove recentemente la Fit-Cisl ha chiesto maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro.
Scheda ha concluso il proprio intervento con un messaggio netto, affidato a poche parole che racchiudono il significato della commemorazione: «Il lavoro deve dare dignità. Il lavoro deve dare futuro. Non togliere la vita».
A.B.

