I lavori in via C. Colombo
VERCELLESE | Il consigliere contesta i ritardi nelle comunicazioni del Comune
SANTHIÀ – Semafori spenti durante l’interruzione dell’energia elettrica, comunicazioni istituzionali ritenute tardive e nuove proteste dei residenti per i lavori stradali in via Colombo. Il tutto a Santhià. Il consigliere comunale Alessandro Caprioglio torna all’attacco dell’amministrazione e chiede un cambio di passo nel modo di informare la città.
«Ancora una volta ricevo segnalazioni e lamentele da parte di cittadini che non contestano necessariamente l’esistenza di un guasto, di un’emergenza o la necessità di eseguire dei lavori, ma chiedono semplicemente di essere informati in maniera chiara e tempestiva».
Caprioglio richiama l’attenzione su quanto accaduto nella mattinata di sabato 29 agosto, quando alcuni impianti semaforici risultavano fuori servizio.
«Questa mattina, alle 8.46, mentre ero in auto, ho personalmente contattato la Polizia Locale per segnalare che alcuni impianti semaforici risultavano spenti. In quel momento non mi ero ancora reso conto che fosse in corso un’interruzione dell’energia elettrica. Proprio situazioni come questa dimostrano quanto sia importante fornire tempestivamente informazioni attraverso i canali ufficiali».
Secondo il consigliere, sulle pagine istituzionali del Comune non sarebbe comparsa nell’immediato alcuna comunicazione. L’informazione sarebbe stata diffusa soltanto in un secondo momento attraverso il profilo personale del Sindaco.
«Il punto non è mettere in discussione la comunicazione del Sindaco, ma ricordare un principio molto semplice: un profilo social personale non può sostituire i canali istituzionali del Comune, soprattutto quando si tratta di informazioni di pubblica utilità. Non tutti i cittadini seguono il profilo personale di un amministratore e le informazioni devono essere accessibili a tutti».

Alle segnalazioni relative all’interruzione dell’energia elettrica si aggiungono quelle provenienti da via Colombo. Alcuni residenti lamentano la presenza di polvere provocata dal cantiere e la mancanza di informazioni preventive sulle modalità e sui tempi dell’intervento.
«Anche in questo caso – prosegue Caprioglio – non si tratta di stabilire se i lavori siano necessari o meno. Se un intervento deve essere realizzato, è giusto che venga eseguito. Ma è altrettanto doveroso informare preventivamente i residenti sulle modalità dell’intervento, sui possibili disagi e, quando possibile, sulla durata dei lavori».
Caprioglio precisa che le sue critiche non sono rivolte al personale impegnato nelle operazioni di ripristino.
«È importante, allo stesso tempo, ringraziare i tecnici e gli operatori che stanno ancora lavorando per il ripristino e per la risoluzione dei disagi. A loro va il nostro riconoscimento per l’impegno profuso in queste ore. La questione che sollevo non riguarda il loro operato, ma la necessità di garantire ai cittadini una comunicazione istituzionale tempestiva, chiara e capillare.»
Il nuovo intervento si inserisce in un confronto politico già particolarmente acceso. Nelle scorse settimane Caprioglio aveva presentato un’interrogazione dopo che tre vie erano rimaste al buio per 32 giorni, tornando successivamente all’attacco per i nuovi problemi all’illuminazione pubblica in diversi quartieri. Il consigliere aveva inoltre accusato il Sindaco di considerare i cittadini come «nemici da zittire».

Per Caprioglio, la questione riguarda soprattutto il metodo adottato dall’amministrazione nel rapporto con la cittadinanza.
«Informare prima, quando è possibile. Informare immediatamente quando si verifica un’emergenza. Aggiornare costantemente i canali istituzionali. Sono accorgimenti semplici, ma fondamentali per garantire trasparenza e rispetto nei confronti della cittadinanza».
La conclusione è una nuova e dura sollecitazione rivolta al Comune.
«I cittadini – conclude Caprioglio – non devono essere costretti a rincorrere le informazioni o a scoprirle quando il disagio è già in corso. Servono chiarezza, tempestività e una comunicazione istituzionale realmente al servizio di tutti. Le segnalazioni che continuano ad arrivare dimostrano che su questo fronte occorre cambiare passo. È ora di dire basta: Santhià ne ha abbastanza.»
A.B.

