Gianluca Clemente (Foto Roncarolo - La Voce Vercellese)
CALCIO | Il difensore affida ai social un lungo messaggio rivolto alla squadra, ai tifosi e alla città
VERCELLI – Cinque anni, dieci mesi e ventisette giorni. Gianluca Clemente misura così la durata del suo legame con la Pro Vercelli, cominciato il 5 ottobre 2020 e terminato con il trasferimento definitivo al Cosenza.
Dopo l’annuncio ufficiale della cessione al club calabrese, il difensore ha affidato ai social un lungo e sentito messaggio di commiato. Parole rivolte alla società, ai compagni, agli allenatori, agli staff, ai tifosi e alla città che lo ha accolto per quasi sei anni.
Nel suo intervento Clemente ripercorre le emozioni vissute con la maglia bianca, ricordando vittorie, sconfitte, soddisfazioni e momenti difficili. Un’esperienza che, come sottolinea, gli ha permesso di crescere sia come calciatore sia come persona.
IL LEGAME CON VERCELLI
Un ringraziamento particolare è rivolto alle persone che, lontano dal campo, sono diventate per lui una seconda famiglia: Mariangela, Giuseppe, Antonino, Paolo, Liliana e il piccolo Vittorio, del quale Clemente è diventato padrino.
Il difensore ringrazia anche i sostenitori della Pro Vercelli per la vicinanza dimostrata «nel bene e nel male». Nel saluto, però, trova spazio anche una nota di amarezza per il modo in cui si è concluso il rapporto con la società.
Clemente avrebbe infatti voluto congedarsi personalmente da tutte le persone incontrate durante il suo lungo percorso vercellese. Il trasferimento al Cosenza apre ora un nuovo capitolo della sua carriera, ma non cancella il rapporto costruito con la città.
IL MESSAGGIO INTEGRALE DI CLEMENTE
«5 anni, 10 mesi e 27 giorni.
Tanto è durato il mio viaggio con questa maglia, iniziato il 5 ottobre 2020.
In questo arco di tempo ho vissuto emozioni contrastanti: momenti bellissimi e altri difficili, vittorie e sconfitte, delusioni e soddisfazioni. Ma soprattutto sono cresciuto, come calciatore e come persona.
La Pro Vercelli è stata una parte fondamentale della mia vita. Qui ho conosciuto compagni di squadra e persone che porterò sempre con me, ma soprattutto trovato amici veri, anche al di fuori del campo, con cui ho condiviso momenti ed esperienze che resteranno per sempre impresse.
A Vercelli ho trovato anche una seconda famiglia: Mariangela, Giuseppe, Antonino, Paolo, Liliana e il piccolo Vittorio. Mi avete accolto, sostenuto e fatto sentire a casa. Con voi ho condiviso momenti che vanno ben oltre il calcio. E proprio qui ho avuto l’onore di diventare padrino di Vittorio, un legame che porterò con me per tutta la vita.
Grazie ai miei compagni, agli allenatori, agli staff, a tutte le persone che hanno condiviso questo percorso con me e, soprattutto, ai tifosi della Pro Vercelli che mi hanno sempre sostenuto nel bene e nel male.
Mi dispiace solo per come si è concluso questo rapporto. Credo solamente che avremmo meritato tutti un finale migliore.
Nonostante questo scelgo di portare con me il bello di questi anni: le persone, i ricordi e le emozioni.
Mi dispiace non aver avuto la possibilità di salutare tutti di persona. Avrei voluto farlo. Vi mando un caloroso abbraccio.
Me ne vado con la consapevolezza di aver dato tutto quello che avevo per questa maglia e per questa città.
Oggi inizia un nuovo capitolo della mia carriera, ma una cosa è certa: Vercelli rimarrà la mia seconda casa.
Perché dopo 5 anni, 10 mesi e 27 giorni, non si può semplicemente voltare pagina.
Grazie Pro Vercelli.
Grazie Vercelli.
Grazie Vercellesi.
Per sempre parte del mio cuore».
A.B.

