Giorgia Meloni durante il suo intervento
CRONACA – Dal palco di Vercelli la presidente del Consiglio richiama l’Europa sulla concorrenza sleale
VERCELLI – La tutela della risicoltura italiana, la difesa della qualità e il contrasto alla concorrenza sleale sono stati i temi centrali dell’intervento di Giorgia Meloni all’inaugurazione di Risò 2026, a Vercelli.
La presidente del Consiglio ha ricordato il peso economico e culturale del comparto: «Noi siamo i primi produttori europei di riso, con un export che vale oltre 800 milioni di euro l’anno». Un primato il cui cuore batte soprattutto tra Piemonte e Lombardia».
Per Meloni, tuttavia, il valore del riso va ben oltre i numeri: «Qui in questo territorio il riso non è mai stato semplicemente un prodotto, è molto, molto di più: è identità, è lavoro, è cultura, è natura, rispetto del territorio, è storia».
La premier ha poi rivolto l’attenzione alla concorrenza internazionale e alle regole europee: «Non si possono fare accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard». Una posizione ribadita con nettezza: «Noi non competiamo sulla quantità, noi competiamo sulla qualità e abbiamo il dovere di difendere quella qualità».
Tra le battaglie indicate dal Governo c’è anche quella contro i prodotti commercializzati all’estero come italiani senza esserlo: «L’Italian sounding anche qui non è concorrenza, è un furto. È un furto ai danni dei nostri produttori».
In chiusura, Meloni ha richiamato il valore umano racchiuso nella filiera: «Dietro ogni singolo chicco di riso c’è da noi il sudore di intere generazioni, c’è l’orgoglio di un’identità, c’è la fierezza di un’eredità che sa sempre proiettarsi verso il futuro».
A.B.


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