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SANITÁ – Aggiornati gli importi di 448 prestazioni
VERCELLI – Da lunedì 21 settembre è in vigore il nuovo decreto sulle tariffe massime della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. L’aggiornamento interessa 448 prestazioni tra visite, esami e procedure e 222 codici della protesica. Il nuovo regime sostituisce quello del 2024 dopo il contenzioso davanti alla giustizia amministrativa.
Questo, però, non significa che per i cittadini non esenti siano aumentati automaticamente più di 600 ticket. L’importo effettivamente pagato dipende dalla tariffa della singola prestazione, dal limite massimo previsto per ciascuna ricetta, dalle eventuali esenzioni e dalle disposizioni applicate dalle Regioni.
Tra gli incrementi più significativi figura quello della prima visita specialistica di base, come quella neurologica, ginecologica, ortopedica, pneumologica, endocrinologica o gastroenterologica, che passa da 25 a 26 euro.
La prima visita cardiologica con elettrocardiogramma sale da 33,60 a 38 euro. La visita oculistica passa da 25,80 a 26,80 euro, mentre quella audiologica o foniatrica aumenta da 22 a 26 euro.
L’elettrocardiogramma passa da 11,60 a 12,05 euro, la spirometria semplice da 24 a 24,90 euro e l’agoaspirato della mammella da 31,25 a 36,50 euro. Il prelievo di sangue venoso sale invece da 3,80 a 4,30 euro.
IL PESO DEI TETTI REGIONALI
La tariffa nazionale non coincide necessariamente con quanto viene versato dal paziente. Il cittadino non esente paga le prestazioni fino al limite massimo previsto per la ricetta, che può cambiare da una Regione all’altra.
Il tetto è di 36,15 euro in Umbria, 36 euro in Lombardia e 38 euro in Toscana. Secondo il confronto di Altroconsumo, arriva a 45 euro in Calabria e a 46,15 euro in Sardegna.
Le differenze emergono chiaramente nel caso della prima visita cardiologica. Con la nuova tariffa fissata a 38 euro, in Lombardia il ticket può raggiungere al massimo 36 euro, con un aumento di 2,40 euro rispetto ai precedenti 33,60. In Umbria l’incremento massimo è di 2,55 euro, mentre in Toscana può arrivare per intero a 4,40 euro.
Un meccanismo analogo riguarda l’agoaspirato della mammella, la cui tariffa aumenta di 5,25 euro. Il tetto lombardo limita il rincaro potenziale a 4,75 euro e quello umbro a 4,90 euro. In Toscana la prestazione può invece raggiungere il nuovo importo di 36,50 euro.
LE PRESTAZIONI CHE RESTANO INVARIATE
Molte prestazioni diffuse non subiscono modifiche. La visita specialistica di controllo resta a 17,90 euro, la radiografia del torace a 15,45 euro, l’ecografia ginecologica a 30,95 euro e la densitometria ossea lombare o femorale a 31,50 euro.
L’ecografia dell’addome inferiore rimane a 37,80 euro. Nelle Regioni in cui il limite per ricetta è di 36,15 euro, il cittadino non esente continua quindi a non superare quella soglia.
Restano invariati anche numerosi esami di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, Tsh e Ves. A crescere è il costo del prelievo venoso, con 50 centesimi in più, ma l’aumento incide soltanto quando la somma delle prestazioni prescritte non ha già raggiunto il tetto regionale.
ESENZIONI CONFERMATE
Le esenzioni per reddito, patologia, invalidità e per le altre condizioni previste non vengono modificate. Chi ne ha diritto continua a non pagare il ticket per le prestazioni comprese nell’esenzione.
Il Ministero della Salute stima circa 27 milioni di euro di ticket aggiuntivi all’anno, con un impatto medio di 1,50 euro annui per ogni cittadino non esente. Si tratta, tuttavia, di una media calcolata sull’intera platea: chi deve effettuare una delle visite interessate dagli aumenti può pagare diversi euro in più.
L’associazione Codici calcola per le tariffe aggiornate un incremento medio del 5,8%, con rialzi più consistenti per alcune prestazioni di diagnostica vascolare, biopsie ed elettromiografie.
Per conoscere l’importo effettivo, i cittadini non esenti dovranno controllare quanto comunicato dal Centro unico di prenotazione, dal Fascicolo sanitario elettronico o dal portale sanitario regionale.
Le nuove tariffe rappresentano infatti valori massimi nazionali di riferimento, mentre le Regioni conservano margini di intervento nei rispettivi sistemi tariffari.
A.B.

