Un momento della protesta che si è svolta a Vercelli
Due ordini del giorno depositati in Consiglio regionale
TORINO – Un contributo contro il caro gasolio, calcolato sui consumi già registrati senza chiedere nuove domande alle imprese, e una maggiore attenzione ai costi sostenuti dagli agricoltori. Sono i due obiettivi degli ordini del giorno depositati da Pasquale Coluccio, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che saranno discussi in Consiglio regionale.
Entrambi gli atti sono stati sottoscritti anche da Marco Protopapa, consigliere della Lega, esponente della maggioranza e già assessore regionale all’Agricoltura. Una convergenza che Coluccio considera significativa per affrontare le difficoltà del settore.
«Nelle ultime ore ho depositato due ordini del giorno, che saranno discussi in Consiglio regionale, per cercare di dare risposta alle esigenze sollevate in questi mesi dalle associazioni di rappresentanza del mondo agricolo».
I RINCARI DEL GASOLIO AGRICOLO
Il primo documento riguarda il caro gasolio agricolo. Coluccio richiama gli interventi nazionali attraverso crediti d’imposta riferiti ai mesi da marzo a maggio e propone un sostegno regionale per il periodo successivo.
«Chiediamo alla Giunta un contributo a fondo perduto sui prelievi dal 1° giugno 2026, calcolato d’ufficio sui litri già registrati in UMA2020, senza domande a carico delle imprese».
La proposta prevede un’erogazione in liquidità da parte di ARPEA, con tempi certi e nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato. Le risorse dovrebbero essere individuate nel primo provvedimento finanziario utile, prevedendo anche l’audizione delle organizzazioni agricole. Si tratta di una richiesta alla Giunta, ancora da discutere, e non di un contributo già operativo.
I COSTI DI PRODUZIONE
Il secondo ordine del giorno affronta il tema dei costi di produzione e della loro rilevazione, con l’obiettivo di verificare quanto i valori medi elaborati da ISMEA rappresentino le diverse filiere piemontesi.
Nella sua nota, Coluccio richiama l’obbligo di tenere conto dei costi nei prezzi pagati agli agricoltori e riferisce dell’annullamento, da parte del TAR Lazio, della rilevazione sul frumento 2025 per la mancata partecipazione degli interessati. Da qui la richiesta alla Giunta Cirio di sollecitare ISMEA e Ministero a garantire maggiore partecipazione, trasparenza e tutela dei dati aziendali.
«Vogliamo che i costi includano energia, carburanti, fertilizzanti, manodopera, acqua e oneri ambientali».
L’atto chiede inoltre alla Regione di valutare l’impiego dei dati già disponibili, evitando nuovi adempimenti, di coinvolgere le piccole aziende e di fornire informazioni sulle modalità per segnalare le pratiche commerciali sleali.
Il rapporto tra prezzi riconosciuti e spese sostenute è un tema centrale anche per la risicoltura: ne avevamo parlato nell’articolo sul mercato del riso in crisi e sulla mancata partecipazione delle organizzazioni agricole al tavolo sul contratto tipo, riportando le preoccupazioni per quotazioni giudicate, in molti casi, inferiori ai costi di produzione.
Sul piano politico, Coluccio sottolinea il valore della firma di Protopapa: «Considero questa adesione un segnale importante: di fronte alle difficoltà concrete delle imprese agricole, trovare punti di convergenza tra maggioranza e opposizione è un fatto positivo, nell’interesse del territorio».
Il messaggio rivolto alla Giunta è netto: «La Regione Piemonte deve fare la propria parte, chi coltiva la terra non può farsi carico da solo di costi e burocrazia».
A.B.

