L'opera esposta nella ex Chiesa di San Vittore
Inaugurata ieri l’installazione nella ex chiesa di San Vittore
VERCELLI – Ieri, martedì 27 gennaio,è stata inaugurata, nella ex Chiesa di San Vittore a Vercelli, largo D’Azzo, “Quello che resta”, l’installazione di Carla Crosio, opera che visibile a tutti, tutti i giorni, fino al 27 febbraio.
L’idea progettuale e la cura critica di Elisabetta Dellavalle intendono celebrare il Giorno della Memoria con l’esigenza di segnare in modo tangibile e inequivocabile, allo scadere annuale di una data così fortemente evocativa dell’Olocausto, quanto in effetti l’Umanità non abbia imparato nulla dagli errori pregressi, riproponendoli nel presente, temibilmente nel futuro.
Dal testo critico estrapoliamo: ”Anime e corpi, travolti dall’insensata e infinita brutalità umana, cercano in perpetuo una via d’uscita, la luce nel buio, il respiro nel vuoto. Nell’ansimare impercettibile di quest’ombra silente li percepiamo ancora tra noi, sottilmente presenti, eterni e immortali. Come le nostre colpe».
La forza emotiva dell’installazione della gigantesca opera di Crosio, che con il nome “Ombra pericolosa” è appena stata protagonista di Paratixxima a Torino ed è stata oggetto di cure e testi critici di Gillo Dorfless, Marco Rosci, Luca Massimo Barbero, Lorella Giudici, Livia Savorelli ed ora è, per una sua porzione, nella collezione permanente della Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino, viene arricchita dalla silente spiritualità del luogo in cui si rivela, l’ex Chiesa di San Vittore di Vercelli, gioiello del barocco piemontese.
Un luogo che, grazie alla tenace scelta progettuale verso il contemporaneo di Daniele De Luca, direttore dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Vercelli, è diventato negli anni punto di riferimento dell’arte in città.
“Quello che resta” ha inoltre il sostegno della Comunità ebraica di Vercelli(con Biella, Novara e VCO) nella persona della sua Presidente, Rossella Bottini Treves.
L’allestimento si avvale della collaborazione del Centro Culturale Studio Dieci Vercelli, della cura degli effetti sonori di Emma Rastaldi e della consulenza tecnica per le luci di Claudio Manzo.

