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I cittadini di molte zone sono esasperati
VERCELLI – Vercelli torna a interrogarsi sul problema sicurezza e sulla vita notturna incontrollata. Non è un tema nuovo, ma nell’ultimo periodo è tornato con forza al centro del dibattito pubblico, alimentato da episodi, dal centro storico alle periferie, che hanno suscitato rabbia. Giovani che urlano a squarciagola a qualsiasi ora della notte. Altri che urinano sui muri. E, ancora, gente che vomita in strada o che dissemina di rifiuti i luoghi di aggregazione. Gli episodi raccontati sui social da chi abita nel centro storico della città, non sono soltanto fatti di cronaca: rappresentano segnali di un disagio più profondo, che coinvolge la convivenza urbana, la gestione della cosiddetta movida (termine che a Vercelli appare esagerato) e la percezione di sicurezza dei cittadini.
COSA È SUCCESSO NEI GIORNI SCORSI
L’episodio più recente, in ordine di tempo, è via Gioberti, nei giorni scorsi. Stando a quanto riportato da molti residenti, gruppi di ragazzi hanno deciso di rovinare il sonno di intere famiglie, mettendosi a sbraitare, urinando contro i muri di un’abitazione. Quando un residente – erano le 5 di mattina – si è affacciato per rimproverarli, loro non solo hanno riso beati ma lo hanno pure insultato in malo modo. Il cittadino è riuscito comunque a filmare i volti e le telecamere di videosorveglianza pare abbiano fatto il resto. Il giorno dopo è stata presentata denuncia ai carabinieri.
“In centro storico siamo in balia di questa gente” – raccontano molti dei residenti – “Purtroppo le parole di rassicurazione sono sempre molte, invece i fatti pochi. Le forze dell’ordine non sono quasi mai presenti. La situazione sta degenerando e sarebbe ora che la politica inizi a fare qualcosa”. Non si è trattato di un caso isolato. Anche nelle zone periferiche non si contano più le lamentele per gli schiamazzi notturni.
Episodi che hanno riacceso una sensazione mai sopita tra i cittadini: quella di una sicurezza fragile, soprattutto nelle ore notturne. Il contesto è decisamente ampio, fatto di schiamazzi, musica ad alto volume, liti frequenti. Nottate descritte da molti come “sconsiderate”, lontane da un’idea di divertimento sano e conciliabile con la vita quotidiana di chi abita in quelle zone.
Le testimonianze raccolte, raccontano di notti insonni, tensioni continue e una qualità della vita in calo. “Uscire per una passeggiata non è più tranquillo come una volta”, è una delle frasi che si sente ripetere sempre più spesso. Una percezione che rischia di pesare sulla vita della comunità.
TRA SICUREZZA REALE E PERCEPITA
Uno degli aspetti più delicati è proprio il divario tra sicurezza reale e percepita. Anche quando gli episodi non hanno conseguenze gravissime, il loro impatto mediatico e sociale è forte. Bastano pochi episodi per alimentare un senso diffuso di insicurezza. Situazione che ha effetti concreti: le persone mutano le abitudini serali, gli spazi pubblici sono meno frequentati. La sfida è certamente complessa: garantire sicurezza senza snaturare la vita sociale legata alle ore notturne. Soprattutto nei fine settimana. C’è, poi, il problema legato ad alcune zone. Per citare alcuni esempi: piazza Mazzini, nelle ore notturne terra di nessuno; parco Camana, diventato ricettacolo di sbandati; l’ex area 24, dove in ore notturne pare accada qualsiasi cosa. Tutti conoscono i “territori” in questione ma nessuno interviene. Da anni.
LA POLITICA BATTA UN COLPO
Le istituzioni devono dare delle risposte concrete. Non bastano gli slogan. Meno ancora servono i selfie. Occorre intervenire. Senza perdere ulteriore tempo. Senza accanirsi sui giovani, bensì cercando di creare per loro (e con loro) qualcosa di strategico. Se la città non offre nulla (ed è così), non ci vuole molto a immaginare come possano trascorrere le uscite notturne del weekend, i ragazzi.
Vercelli è una cittadina (provinciale, da sempre) che negli anni ’80 e ’90 proponeva discoteche, locali, intrattenimenti. Vero è che sono cambiate le generazioni ma lo è altrettanto il fatto che oggi questa città non offre nulla. Basti pensare – per fare un esempio – alla notte di San Silvestro. Unico evento il concerto al Teatro Civico.
Provi, la politica, a pensare seriamente ai giovani. Magari aprendo con loro un dialogo. Ascoltandoli. Servirà? Magari no ma provarci non costa nulla. Perché è certo che andare avanti così non giova a nessuno. Insomma, da una parte sono necessari controlli e, nel caso, repressione. Dall’altra occorrono politiche mirate per i giovani. Idea, quest’ultima, che non ha mai nemmeno sfiorato l’attuale Amministrazione comunale.

