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Interrogazione dei consiglieri comunali del Pd e della lista civica
VERCELLI – La piscina Ex Enal risulta è ancora chiusa al 16 giugno. Una situazione che solleva interrogativi e preoccupazioni in vista della stagione estiva. A portare la questione all’attenzione dell’Amministrazione comunale è un’interrogazione dei consiglieri comunali del Pd e della lista civica “Bagnasco Sindaco”, che punta a fare chiarezza sui ritardi nell’apertura dell’impianto e sulle prospettive future della struttura. Interrogazione che era stata preceduta da quella presentata un mese fa da Fabrizio Finocchi (Azione – Stati Uniti d’Europa).
RITARDI E CAPIENZA LIMITATA GLI INTERROGATIVI
Secondo quanto evidenziato nel documento, la mancata apertura rappresenta un’anomalia rispetto alle consuete tempistiche di un impianto che, soprattutto durante i mesi estivi, costituisce un importante punto di riferimento per famiglie, ragazzi e cittadini in cerca di spazi ricreativi all’aperto.
A destare ulteriori perplessità è anche la capienza massima prevista nella proposta di delibera per l’affidamento della piscina, fissata a 99 persone (caso che avevamo sollevato proprio noi, in tempi non sospetti). Un numero considerato inferiore rispetto alle potenzialità e alla vocazione storica dell’impianto.
Nell’interrogazione si sottolinea come la piscina Ex Enal svolga una funzione differente rispetto alla struttura di via Baratto, maggiormente orientata all’attività natatoria. L’area esterna dell’Ex Enal rappresenta infatti uno spazio di aggregazione e svago particolarmente apprezzato durante la stagione estiva.
Viene inoltre evidenziato come l’efficacia e la sostenibilità economica delle piscine comunali siano strettamente legate alle tempistiche di apertura. Un ritardo nell’avvio della stagione può infatti tradursi nella perdita di utenti, frequentatori abituali e potenziali abbonati, con conseguenze sia sul servizio offerto ai cittadini sia sugli equilibri gestionali dell’impianto.
LE DOMANDE
Per questo motivo vengono rivolte all’Amministrazione alcune domande precise. In primo luogo si chiede di conoscere le ragioni che hanno impedito l’apertura della piscina entro tempi considerati adeguati e quali siano state le eventuali criticità nella programmazione che hanno portato all’attuale situazione.
L’interrogazione punta inoltre a ottenere indicazioni certe sulle tempistiche di riapertura, così da permettere ai cittadini di conoscere quando la struttura potrà tornare a essere fruibile.
Infine viene sollevata la questione della capienza massima dell’impianto. Si chiede infatti per quale motivo non sia stata programmata una riqualificazione in grado di aumentare il numero massimo di utenti oltre le 99 unità previste, valorizzando maggiormente una struttura che rappresenta uno dei principali spazi estivi a disposizione della città.
L’ASSESSORE AVEVA GARANTITO
Ora si attende la risposta dell’Amministrazione comunale, chiamata a chiarire tempi, motivazioni dei ritardi e prospettive future per una piscina che ogni anno rappresenta un importante servizio per la comunità. Senza dimenticare che l’assessore Antonio Prencipe aveva garantito che entro la metà di giugno l’impianto avrebbe trovato un gestore, aprendo i battenti.

