La casa circondariale di Vercelli
CRONACA | Il Sappe sottolinea il ruolo decisivo della mediazione condotta dagli agenti
VERCELLI – Momenti di tensione nella Casa circondariale di Vercelli, dove nel pomeriggio di domenica 12 luglio un detenuto è riuscito a salire sul tetto dell’istituto penitenziario, dando vita a una protesta durata circa sei ore.
La situazione è stata costantemente seguita dalla Polizia Penitenziaria, impegnata a garantire la sicurezza del carcere, del detenuto e delle altre persone presenti. All’esterno dell’istituto sono intervenuti, a scopo precauzionale, anche i Vigili del Fuoco e personale della Polizia di Stato, mentre l’area è rimasta sotto controllo per tutta la durata dell’episodio.
A rendere noto quanto accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Secondo quanto riferito da Vicente Santilli e Mario Corvino, rispettivamente segretario nazionale e vicesegretario regionale del Sappe per il Piemonte, il detenuto, di nazionalità tunisina e con fine pena prevista nel marzo 2029, stava svolgendo l’ora d’aria nel cortile dei passeggi.
L’uomo, descritto come di corporatura particolarmente esile, sarebbe riuscito a raggiungere il tetto, dove è rimasto dalle 16 alle 22. Una protesta improvvisa che, secondo i rappresentanti sindacali, ha richiesto un’attenta gestione per evitare conseguenze più gravi.
L’episodio si è concluso positivamente grazie all’attività di mediazione e negoziazione condotta dal personale della Polizia Penitenziaria. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha sottolineato la professionalità, l’equilibrio e il senso dello Stato dimostrati dagli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.
Per il sindacato, quanto accaduto conferma la complessità delle situazioni affrontate quotidianamente dagli agenti all’interno degli istituti di pena, dove capacità di dialogo, autocontrollo e preparazione risultano determinanti quanto gli interventi operativi.
Il Sappe torna inoltre a chiedere interventi strutturali per il carcere di Vercelli, a partire dal rafforzamento degli organici, dal miglioramento delle condizioni di lavoro e da una gestione della popolazione detenuta maggiormente adeguata alla reale capacità ricettiva dell’istituto.
Il sindacato auspica infine che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria possa attribuire un riconoscimento ministeriale agli operatori che hanno gestito la protesta, evitando che la situazione degenerasse.

