Immagine di repertorio
REGIONE | L’allarme del sistema produttivo regionale
TORINO – La siccità, le temperature elevate degli ultimi mesi e gli effetti dei cambiamenti climatici preoccupano anche il comparto artigiano piemontese. La scarsità d’acqua potrebbe infatti avere conseguenze rilevanti sulle imprese manifatturiere, sui servizi alla persona e, più in generale, sull’intero sistema produttivo regionale.
10.000 IMPRESE PER 125MILA ADDETTI
Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese dedicata alle attività a maggiore fabbisogno idrico, in Piemonte operano oltre 10mila imprese nei dieci settori caratterizzati dalla più alta intensità di utilizzo dell’acqua. Complessivamente, queste aziende occupano circa 125.000 addetti.
Le realtà artigiane sono circa 7.000 e danno lavoro a 28mila persone. Il 66,9 per cento delle imprese piemontesi attive nei comparti considerati “water intensive” appartiene dunque al mondo dell’artigianato.
«La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza qualora non cambiassero le previsioni meteorologiche, perché alla mancanza di piogge si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi», osserva Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte.
Una situazione che, secondo l’associazione, potrebbe penalizzare soprattutto le attività manifatturiere artigiane. Tra le imprese maggiormente dipendenti dalla disponibilità d’acqua rientrano anche quelle dei servizi alla persona, come lavanderie, acconciatori ed estetisti.
LO STATO DELLE INFRASTRUTTURE IDRICHE
A destare preoccupazione è inoltre lo stato delle infrastrutture idriche. In base a un’indagine della CGIA di Mestre, ogni giorno in Piemonte vengono immessi nelle reti 359 litri d’acqua pro capite, ma 127 vengono dispersi. La perdita complessiva è quindi pari al 35,4%.
A livello nazionale, la Basilicata presenta la percentuale più elevata di dispersione, con il 65,5%, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. L’Emilia-Romagna risulta invece la regione più virtuosa, con perdite pari al 29,7%.
Tra i capoluoghi piemontesi, la quota più alta si registra a Verbania, dove viene disperso il 43 per cento dell’acqua. Seguono Novara e Cuneo con il 31,5 per cento, Biella con il 30,7, Alessandria con il 28,9, Torino con il 25,6, Vercelli con il 22,25 e Asti con il 19,2 per cento.
Confartigianato chiede quindi interventi rapidi per potenziare gli invasi e ammodernare le reti di distribuzione, utilizzando anche le risorse europee e quelle del PNRR.
«Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati davanti al perdurare dell’assenza di precipitazioni – conclude Felici – senza dover rincorrere ogni volta l’emergenza e adottare, se necessario, misure drastiche a danno di cittadini e imprese»

