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POLITICA | Chiesto un confronto immediato con gestori e sindacati
TORINO – Il progressivo aumento dei costi sostenuti dalle RSA e dalle strutture sociosanitarie convenzionate è approdato in Consiglio regionale. A sollevare la questione è stato Pasquale Coluccio, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, attraverso un’interrogazione presentata come primo firmatario per conoscere le iniziative che la Giunta piemontese intende adottare.
Le strutture interessate garantiscono assistenza ad anziani non autosufficienti, persone con disabilità e cittadini in condizioni di particolare fragilità. Una parte delle rette viene coperta dal servizio sanitario regionale, mentre la restante quota può essere posta a carico degli utenti e delle loro famiglie.
Secondo quanto evidenziato da Coluccio, il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle cooperative sociali avrebbe determinato un incremento dei costi del personale compreso tra il 10 e il 15%. Un aumento che, sostiene il consigliere, non sarebbe stato accompagnato da un adeguamento sufficiente delle tariffe pubbliche riconosciute alle strutture.
Una situazione che potrebbe avere conseguenze dirette sulla continuità dei servizi. Alcune cooperative, infatti, avrebbero già manifestato la possibilità di non rinnovare le convenzioni in essere. Il timore espresso dal Movimento 5 Stelle è che ciò possa determinare una riduzione dei posti disponibili a tariffa convenzionata e un aumento delle somme richieste alle famiglie.
La risposta fornita dall’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, non ha soddisfatto Coluccio. Il consigliere ha riconosciuto il riferimento a strumenti come Scelta Sociale, Protezione Sociale e allo stanziamento di nuove risorse, ma ha sottolineato come tali misure non possano sostituire un incremento stabile della quota sanitaria riconosciuta alle strutture.
«Anche i 23,5 milioni di euro previsti per il 2027 confermano che il problema esiste, ma rinviano la soluzione», ha dichiarato Coluccio, chiedendo alla Regione Piemonte di intervenire prima che le difficoltà economiche compromettano il sistema dell’assistenza convenzionata.
La richiesta avanzata dal consigliere è quella di convocare al più presto un tavolo con i gestori delle strutture e le organizzazioni sindacali, adeguare le tariffe ai costi effettivamente sostenuti e impedire che gli aumenti vengano trasferiti sulle rette pagate dalle famiglie.
«Senza un intervento rapido – ha concluso Coluccio – a pagare saranno i lavoratori, le persone fragili e i caregiver».
A.B.

