Una delle camere della casa di riposo di San Germano Vercellese
CRONACA | Una ventina verranno trasferiti ad Alice Castello
VERCELLI – Una nuova sistemazione è stata trovata per tutti i 28 ospiti attualmente presenti nella casa di riposo di San Germano Vercellese, struttura destinata a cessare l’attività il prossimo 31 agosto.
A fare il punto è Raffaello Pisaniello, commissario straordinario della casa di riposo nominato dalla Regione Piemonte. Più di una ventina degli anziani saranno trasferiti nelle RSA di Alice Castello, che hanno dato ampia disponibilità ad accoglierli. Per i restanti ospiti, invece, la ricollocazione è stata gestita direttamente dalle rispettive famiglie.
Una risposta, dunque, al problema più urgente apertosi dopo l’annuncio della chiusura: assicurare continuità assistenziale e una nuova collocazione alle persone anziane ospitate nella struttura.
Pisaniello ha spiegato il lavoro svolto in questi giorni insieme alle famiglie: «Ci siamo messi a completa disposizione delle famiglie per cercare soluzioni idonee».
Resta però il tema che aveva provocato maggiori preoccupazioni nelle ore successive alla comunicazione della cessazione dell’attività: quello dei tempi estremamente ridotti. Le famiglie erano state formalmente informate ieri, martedì 11 agosto, mentre la chiusura è prevista per il 31 dello stesso mese, lasciando quindi meno di tre settimane per completare tutti i trasferimenti.
Sul brevissimo preavviso, il commissario chiarisce: «Le regole sono dettate dalla Regione. Più avanti avremo modo di analizzare le varie situazioni che hanno portato alla decisione di chiudere la struttura vercellese».
UNA VICENDA CHE PARTE DA LONTANO
La chiusura della Casa del Vecchio “Pietro Perazzo” rappresenta l’ultimo capitolo di una situazione complessa che non nasce nelle ultime settimane. La Fondazione è infatti in gestione commissariale dalla fine del 2021, quando la Regione Piemonte intervenne a fronte delle criticità della situazione economico-finanziaria e della necessità di verificare se esistessero le condizioni per garantire la prosecuzione dell’attività.
Il primo commissario fu Paolo Buscaglia, rimasto in carica dal dicembre 2021 al giugno 2023. Dal 21 giugno 2023 la gestione passò a Raffaello Pisaniello.
Una deliberazione regionale del luglio 2024 aveva già fotografato una situazione delicata. Tra i temi emersi c’erano la necessità di un progetto di riqualificazione della struttura, stimato allora in circa 600 mila euro, per arrivare a 40 posti RSA, e una situazione debitoria pregressa significativa. Nello stesso provvedimento veniva indicata in 40 ospiti la presenza ritenuta necessaria per garantire la prosecuzione dell’attività in equilibrio economico-finanziario.
La svolta definitiva è arrivata in questi giorni. L’11 agosto le famiglie e gli amministratori di sostegno hanno ricevuto la comunicazione della cessazione dell’attività entro il 31 agosto 2026. Nella nota la decisione veniva collegata a criticità gestionali e organizzative non più considerate compatibili con il mantenimento degli standard qualitativi e assistenziali richiesti. ASL e servizi sociali erano stati coinvolti per agevolare la ricerca di sistemazioni alternative.
La chiusura ha avuto immediatamente anche conseguenze politiche. La minoranza consiliare guidata da Giovanni Volpato ha chiesto le dimissioni del sindaco Gianni Mentigazzi e, nella propria ricostruzione, ha richiamato anche una deliberazione regionale del 7 agosto relativa all’avvio della procedura di estinzione della Fondazione. La stessa minoranza ha inoltre posto una serie di interrogativi sul futuro del patrimonio, dei debiti e sul percorso che ha portato alla costituzione di un nuovo soggetto giuridico denominato “Pietro Perazzo”.
Ora, almeno sul fronte più immediato e delicato, quello degli anziani presenti nella struttura, una soluzione è stata individuata. Più di venti dei 28 ospiti proseguiranno il proprio percorso assistenziale ad Alice Castello, mentre per gli altri hanno provveduto direttamente le famiglie.
Resterà invece da approfondire, come anticipato dallo stesso commissario, l’intera sequenza di circostanze che ha portato alla decisione di porre fine all’attività della storica struttura di San Germano.
A.B.

