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TERRITORIO | il Direttivo indica cinque priorità e invita le forze politiche a discutere pubblicamente
SANTHIÁ – Santhià Obiettivo Salute interviene nel dibattito sulla crisi idrica e replica alle recenti dichiarazioni del coordinatore regionale di Fare Ambiente, Gian Carlo Locarni. L’associazione contesta l’idea che le posizioni contrarie alla realizzazione indiscriminata di grandi opere possano essere liquidate come espressione di un ambientalismo ideologico.
«In merito alle recenti dichiarazioni del coordinatore regionale di Fare Ambiente, Gian Carlo Locarni, riteniamo doveroso ristabilire un livello di dibattito basato su dati oggettivi e sugli orientamenti normativi europei, superando la sterile retorica dell’“ambientalismo del no a tutto”».
Il Direttivo richiama gli indirizzi comunitari e gli effetti prodotti dagli sbarramenti sugli ecosistemi fluviali.
«Definire “ideologica” l’opposizione alla moltiplicazione indiscriminata di grandi dighe e invasi significa ignorare proprio quella scienza a cui ci si appella. La comunità scientifica internazionale e la stessa Unione Europea (attraverso la Nature Restoration Law e la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE) evidenziano da anni come le grandi barriere artificiali alterino irreversibilmente la connettività fluviale, peggiorino lo stato ecologico dei corpi idrici e, paradossalmente, aumentino la vulnerabilità dei territori nel lungo periodo a causa dell’evaporazione delle masse d’acqua superficiali, amplificata dal surriscaldamento globale».
Secondo l’associazione, la risposta alla scarsità d’acqua dovrebbe passare attraverso interventi coerenti con la transizione ecologica europea.
«Il vero pragmatismo non consiste nel riproporre ricette del secolo scorso (grandi sbarramenti e cemento), ma nell’allinearsi agli indirizzi della Transizione Ecologica Europea. Per risolvere la crisi idrica in modo strutturale e “green”, le soluzioni esistono e sono dettate dall’Europa».
Le proposte indicate comprendono innanzitutto le soluzioni basate sulla natura, con la riqualificazione dei corsi d’acqua e il recupero delle aree golenali e delle zone umide, considerate fondamentali per trattenere le precipitazioni, alimentare le falde e limitare gli effetti di siccità e alluvioni.
Un altro punto riguarda la riduzione delle perdite nelle reti idriche e nei canali irrigui, attraverso interventi di digitalizzazione, controllo e manutenzione. L’associazione richiama inoltre la necessità di sostenere l’agricoltura rigenerativa e di precisione, insieme a sistemi irrigui più efficienti e, dove possibile, a colture con un minore fabbisogno d’acqua.
Tra le soluzioni proposte figurano anche il riutilizzo delle acque reflue depurate per le attività agricole e industriali e la realizzazione di piccoli invasi distribuiti sul territorio.
«Se accumulo deve essere, che avvenga tramite micro-invasi aziendali o il recupero di ex cave dismesse, a basso impatto paesaggistico ed ecologico, integrati nel territorio e non tramite sbarramenti monumentali che distruggono gli ultimi tratti di fiumi naturali rimasti».
In conclusione, Santhià Obiettivo Salute, associazione iscritta al RUNTS, invita Fare Ambiente e le forze politiche a un confronto aperto.
«La nostra associazione, iscritta al RUNTS e da sempre impegnata nella tutela del territorio, non dice “no a prescindere”: dice SÌ a una gestione sostenibile e moderna dell’acqua. Invitiamo Fare Ambiente e tutte le forze politiche a un confronto pubblico che abbandoni gli slogan e si misuri sui progetti europei di resilienza climatica. Il tempo dei fatti è adesso, ma i fatti devono guardare al futuro, non al passato».
A.B.

