Giorgia Meloni
La presa di posizione dei democratici sul provvedimento economico nazionale
VERCELLI – Il Partito Democratico Vercelli-Valsesia attacca la manovra economica per il 2027, contestando la distribuzione dei benefici fiscali e le riduzioni degli organici scolastici indicate nel proprio comunicato. Al centro della presa di posizione, la distanza tra le misure del Governo e le difficoltà economiche delle famiglie.
«La manovra economica per il 2027 evidenzia in modo plastico la distanza abissale tra la narrazione del Governo Meloni e le condizioni reali dei cittadini. Ci troviamo di fronte a scelte che da un lato penalizzano i servizi essenziali come la scuola pubblica e dall’altro distribuiscono illusioni fiscali temporanee e destinate a una ristrettissima minoranza».
LE CONTESTAZIONI SUL FISCO
I democratici concentrano le critiche sull’ipotesi di estendere fino a 55mila euro la soglia interessata dal taglio dell’Irpef. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze richiamati nella nota, circa l’80% dei contribuenti dichiara meno di 35mila euro annui, mentre soltanto l’8% supera i 50mila.
«Concentrare le risorse su una fascia ristretta della popolazione e chiamarlo intervento per il ceto medio significa non avere idea delle difficoltà quotidiane delle famiglie che lottano contro l’inflazione e il carovita».
Il comunicato richiama anche la situazione piemontese: secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sulla fragilità finanziaria citate dal PD, il reddito medio regionale sarebbe il più basso del Nord e un quarto dei piemontesi guadagnerebbe meno di 850 euro al mese. La nota riferisce inoltre un aumento del 19% degli assistiti Caritas in due anni.
L’ALLARME SUGLI ORGANICI SCOLASTICI
Sul fronte dell’istruzione, il PD indica una riduzione prevista di 4.925 docenti e 2.049 addetti del personale ATA dal prossimo anno scolastico, per complessive 6.974 unità. Tagli che, secondo la ricostruzione dei democratici, si aggiungerebbero ai 5.660 insegnanti in meno dal 2025/2026 e ai 2.174 ATA in meno dal 2026/2027.
«Se confermate, queste misure porteranno a un totale di 14.808 posti di lavoro tagliati nel mondo della scuola nell’arco di tre anni».
Il partito contesta il ricorso al calo demografico come motivazione delle riduzioni e sostiene la necessità di investire in classi meno numerose e nella qualità della didattica. Nella nota vengono indicati risparmi stimati di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni annui dal 2028.
La conclusione è un’accusa politica all’esecutivo: «Questo esecutivo dimostra ancora una volta di governare a schiena voltata verso il Paese reale, lasciando soli studenti, lavoratori e pensionati, impoverendo al contempo i servizi pubblici fondamentali».
A.B.

