Un frame dei video inoltrati dai carabinieri di Vercelli
Questa mattina è scattato il blitz
VERCELLI – Questa mattina (mercoledì 15 aprile), i carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli, su disposizione della Procura della Repubblica di Vercelli, stanno dando esecuzione a 7 misure cautelari di custodia in carcere, 4 misure di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, congiuntamente all’obbligo di dimora, emesse dall’Ufficio del Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Vercelli, nei riguardi di 11 soggetti residenti nell’area torinese, vercellese e in quella foggiana, ritenuti appartenenti a un pericoloso sodalizio criminale operante su tutto il territorio del Nord Ovest.
Il provvedimento è scaturito da una complessa e prolungata attività investigativa, avviata nel dicembre del 2023. Un proficuo scambio informativo e la collaborazione con il Nucleo Investigativo dei Comandi Provinciali di Torino e di Foggia, ha consentito di individuare i responsabili di numerosi furti aggravati e tentati furti ai danni di istituti di credito, strettamente correlati ad altre condotte criminose funzionali all’esecuzione di detti reati (tra cui furti d’auto, possesso di esplosivi, contraffazione di targhe).
La condotta materiale era quella degli assalti ai bancomat con l’utilizzo di esplosivo, secondo la nota tecnica della cosiddetta “marmotta”, commessi in orario notturno in diverse località delle province di Vercelli, Torino e, in un caso, anche nell’area Barese.
In particolare, nella provincia di Vercelli, tra gli episodi portati a compimento figurano l’assalto alla BNL di Santhià del 20.12.2023, quello all’Ufficio Postale di Borgo d’Ale del 7.4.2024, alla Biverbanca di Saluggia del 13.4.2024 e alle Poste di Arborio del 9.10.2024. Tra i tentativi risultano quelli in danno della Biverbanca di Crescentino del 4.5.2024, della Unicredit di Saluggia del 27.7.2024 e della Banca d’Asti di Buronzo del 9.10.2024.
Nel corso delle indagini, condotte anche con l’ausilio di sofisticate attività tecniche, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di due soggetti di spicco, ritenuti i promotori, coordinatori e organizzatori dei principali episodi criminosi, i quali si avvalevano del contributo, a vario titolo, di ulteriori soggetti indagati, incaricati dell’esecuzione materiale dei colpi, dell’approvvigionamento del materiale esplosivo, dell’intestazione fittizia di veicoli e immobili adibiti a basi operative e covi, nonché delle attività di riciclaggio dei proventi illeciti.
L’indagine ha evidenziato come gli appartenenti al sodalizio adottassero sofisticate misure per eludere le investigazioni, anche di natura tecnica, tra cui l’utilizzo di targhe clonate, di dispositivi “jammer” e inibitori di segnale, oltre al ricorso sistematico a basi d’appoggio e immobili intestati

