Da sinistra: Locarni, Pozzolo, Altamura e Pizzimenti
POLITICA | Locarni, Altamura e Pizzimenti contestano la versione del “semplice nulla osta”
VERCELLI – Non si placa lo scontro politico scoppiato attorno al Pride di Vercelli e alla deliberazione approvata dalla Giunta comunale. Dopo gli interventi di Gilardino, Malinverni e Baglione, arriva una nuova e durissima presa di posizione di Giancarlo Locarni, Michele Altamura e Lucia Pizzimenti, esponenti di Futuro Nazionale.
Nel mirino finisce la ricostruzione secondo la quale il provvedimento adottato dal Comune rappresenterebbe soltanto un nulla osta allo svolgimento della manifestazione.
«Dopo aver letto i comunicati di Gilardino, Malinverni e Baglione, siamo noi a temere che siano loro a non aver letto la delibera, perché il documento racconta una storia completamente diversa», dichiarano Locarni, Altamura e Pizzimenti.
Secondo gli esponenti di Futuro Nazionale, il contenuto dell’atto amministrativo andrebbe ben oltre una semplice autorizzazione. Nel provvedimento, sostengono, sarebbero infatti previsti benefici economici, la concessione gratuita di beni comunali, alcune deroghe regolamentari e il riconoscimento del Pride come manifestazione di interesse pubblico.
«Curioso modo di intendere un semplice nulla osta», attaccano. «Forse, prima di invitare gli altri a leggere gli atti, sarebbe stato opportuno leggerli con maggiore attenzione».
Locarni, Altamura e Pizzimenti precisano che la loro contestazione non riguarda il diritto degli organizzatori a promuovere e svolgere la manifestazione. Il punto politico, affermano, sarebbe invece rappresentato dalla decisione della Giunta di sostenerla attraverso risorse e strumenti messi a disposizione dall’amministrazione comunale.
«Non è in discussione il diritto di organizzare una manifestazione – spiegano –. È in discussione la scelta politica della Giunta di sostenerla con risorse pubbliche e di condividerne esplicitamente le finalità. Questo è scritto nella delibera, non nei nostri comunicati».
Da qui l’affondo diretto contro Fratelli d’Italia e Lega, accusati di non voler rivendicare apertamente una decisione assunta dalla maggioranza che governa Palazzo di Città.
«Fratelli d’Italia e Lega hanno fatto una scelta politica. È una scelta legittima, ma almeno abbiano il coraggio di rivendicarla, senza cercare di riscrivere il contenuto degli atti ufficiali del Comune», proseguono i tre rappresentanti di Futuro Nazionale.
La conclusione è ancora più tagliente: «Arrampicarsi sugli specchi davanti alla realtà è un esercizio molto difficile e destinato a fallire».
Nel comunicato viene inoltre richiamato l’invito rivolto dal consigliere comunale e segretario cittadino del Partito Democratico, Filippo Campisi, agli esponenti di Fratelli d’Italia, della Lega e del centrodestra vercellese affinché partecipino al Pride.
Un invito che Futuro Nazionale utilizza per lanciare una provocazione politica alla maggioranza: «A questo punto ci auguriamo di vederli sfilare tra le bandiere arcobaleno. Sarebbe il modo più coerente per dare seguito alla delibera approvata dalla loro stessa Giunta».
La polemica, dunque, è tutt’altro che chiusa. Al centro del confronto non vi è più soltanto lo svolgimento della manifestazione, ma l’interpretazione politica e amministrativa del provvedimento comunale e il ruolo assunto dalla maggioranza nel sostegno all’iniziativa.
A.B.

